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Da sempre attiva sul fronte della parità di genere e paladina dei diritti delle donne, la giornalista e scrittrice Rula Jebreal si racconta a Verissimo, in video-collegamento con Silvia Toffanin. L’occasione è quella di affrontare la dolorosa storia della madre, vittima da giovanissima di abusi e successivamente morta suicida: “Ha subito due ingiustizie“.

La storia personale di Rula Jebreal

Lo scorso anno, sul palco di Sanremo in veste di co-conduttrice di Amadeus, ha emozionato tutti con uno struggente monologo e il racconto della sua difficile storia personale, segnata anche dal suicidio della madre, vittima di abusi.

Il suo nome non era noto a tutti se non al mondo del giornalismo e dell’attivismo politico, campi in cui da anni mette in atto tutte le sue energie e in cui esprime i suoi ideali. Ora, però, Rula Jebreal è indubbiamente divenuta famosa.

La giornalista palestinese, con cittadinanza israeliana e italiana, è da sempre a favore dei diritti delle donne. È anche attivista ed esperta di politica internazionale e da sempre si batte per la parità di genere in Italia. Proprio questa spinosa e quanto mai attuale tematica è al centro del suo nuovo libro Il cambiamento che meritiamo, in cui ripercorre la sua storia sino a contestualizzarla alle difficoltà del giorno d’oggi.

A Verissimo Rula Jebreal racconta la dolorosa scomparsa della madre, morta suicida dopo essere stata vittima di stupri da parte del patrigno.

Una storia di violenza

È una storia di grande dolore quella che racconta Rula a Verissimo, mentre ripercorre le violenze subite dalla madre, morta poi suicida quando la giornalista era giovanissima. “Da donna a donna devo dire che fare rete aiuta, ed incoraggia altre donne a trovare la loro voce e posizione nella società“, il messaggio di speranza dell’ospite di Silvia Toffanin, prima di affrontare la dolorosa storia.

La storia di mia madre non è l’eccezione: purtroppo è la norma – dichiara – In questa pandemia abbiamo visto milioni di donne in uno stato di pericolo. Quando in una società c’è una crisi politica, sociale ed economica, la prima a pagare quel prezzo è la donna. Nelle zone di guerra il corpo di una donna diventa il campo di battaglia: è quello che è accaduto a mia madre. Gli stupri diventano un’arma di guerra e lo dico perché, in questo momento, in tanti Paesi c’è la guerra. Le donne diventano un target“.

Mia madre si è suicidata perché ha subito due ingiustizie

Le continue violenze subite dal patrigno hanno segnato la vita della mamma di Rula: “Mia madre era una ragazzina, aveva 13 anni quando è accaduto e questi stupri a casa sua sono avvenuti per anni.

I dati purtroppo ci dicono che la maggior parte di queste violenze accadono dentro casa. Noi dobbiamo cominciare a parlare perché la pandemia possa risolvere questa violenza contro le donne“.

La soluzione più utile adottata dalla donna è stata quella di denunciare le violenze subite, senza però trovare un riscontro positivo da parte della giustizia: “Quando una donna denuncia come ha fatto mia madre, se tu non le credi il danno diventa doppio.

Mia madre si è suicidata perché ha subito due ingiustizie: una dallo stupratore, l’altra dalla società che le ha negato la giustizia“.

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