manuela arcuri

Si torna a parlare del caso Ares e della morte, avvenuta per suicidio, di Teodosio Losito, impiccatosi nel gennaio 2019. Losito era, insieme ad Alberto Tarallo, uno dei due fondatori di Ares Film, casa di produzione fallita nel 2020. 

Il cosiddetto scandalo Aresgate è esploso a fine 2020 a seguito di una conversazione di Rosalinda Cannavò e Massimiliano Morra all’interno della Casa del Grande Fratello. I due avevano parlato della morte di Losito e la Cannavò aveva insinuato al tempo l’ipotesi che ci potesse essere stata istigazione al suicidio, parlando dell’esistenza di una sorta di “setta”, nata nel contesto della Ares, e del fatto che Losito potesse essere stato indotto al suicidio da un certo “Lucifero”, figura negativa che secondo quanto detto dai due vip avrebbe condizionato sia gli attori della Ares che la vita di Losito.

Era stato poco dopo il blog DavideMaggio.it a ipotizzare che tale “Lucifero” potesse essere proprio Alberto Tarallo. Questa ipotesi era però stata smentita da diversi vip.

Ora, nell’ambito di Non è l’Arena, è Manuela Arcuri a parlare di nuovo della morte di Teodosio Losito, a poche ore dalla pubblicazione di una delle lettere dell’uomo, a quanto pare depositata agli atti dell’inchiesta sulla polizza sulla vita di 300mila euro intestata a Losito, e di cui ora Alberto Tarallo e Giuseppe Losito (fratello di Teodosio) si contenderebbero il premio assicurativo, dichiarando entrambi di esserne legittimi destinatari.

Caso Ares, Manuela Arcuri su Tarallo: “Per lui è come ricascare di nuovo nel dolore

Manuela Arcuri si era già esposta sul caso Ares, in passato, difendendo l’operato di Alberto Tarallo, e dichiarando quanto la morte di Losito avesse portato grande sofferenza in coloro che lo conoscevano. A Non è l’Arena torna a parlare del dolore di Tarallo per la morte del socio e compagno di vita: “È ancora fresca la ferita, continuare a parlare di questa cosa per lui è come ricascare di nuovo nel dolore e nella sofferenza”.

Losito, dice Arcuri, soffriva di una di quelle “depressioni che non si manifestano esternamente, è un tipo di depressione che è interna, nascosta, non la esponeva agli altri”.

Losito, parla Bruzzone: “Aveva probabilmente quadro depressivo”

Sul caso è intervenuta anche la criminologa Roberta Bruzzone, presente in studio, che ha confermato: “Losito aveva probabilmente un quadro depressivo, reattivo a questo grande fallimento che lo aveva travolto, proprio perché aveva una personalità molto focalizzata sul successo personale e sull’affermazione, venendo meno questo, la vergogna di non sentirsi più all’altezza lo ha completamente destabilizzato”.

Ci sarebbero anche elementi bastevoli per credere che Losito avesse pensieri suicidare in realtà da tempo: “Aveva anche dei precedenti, non dei tentativi veri e propri ma delle ideazioni suicidare già strutturate”.

La lettera diffusa dai media nelle scorse ore andrebbe a confermare il profondo malessere di cui avrebbe sofferto Losito: “Ho difficoltà ad affrontare la tua delusione, il tuo dolore, il tuo smarrimento, le tue reazioni, è come distruggere ciò che hai/abbiamo costruito con le mie mani, è come doverti infilzare un coltello nel petto”.

Gli inquirenti pare abbiano però dei dubbi sull’autenticità dello scritto, che potrebbe essere sottoposto a perizia grafologica.

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