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In questi giorni è scoppiata un’enorme polemica legata a quello che viene vissuto come un paradosso dei nostri tempi di crisi e dramma economico-sociale: gli spostamenti all’estero nei giorni di Pasqua.

Se infatti l’intera Italia, il 3,4 e 5 aprile, diventerà zona rossa per tutti e sarà impossibile passare da una regione all’altra, se non per le solite, ovvie ragioni di necessità (che però, nei giorni di festa, tendono ad essere molte meno del solito),  d’altra parte nulla ci potrebbe impedire di godere del sole di Barcelona, o dell’atmosfera regalata da un weekend a Praga. Ebbene sì: le normative impediscono gli spostamenti tra regioni, ma non fermano chi vuole andare all‘Estero.

Pasqua e viaggi: la protesta di chi lavora in Italia

La decisione è stata formalizzata nei giorni scorsi e si porta dietro non poche polemiche: in primis da parte di chi ha parenti in regioni diverse da quelle di residenza, e da mesi spasima per poter rivedere i propri cari. In secundis dalle associazioni di commercianti e professionisti nel settore turismo in Italia, ormai in ginocchio dopo mesi di forzata inattività. Il Sole 24 ore ha riportato la dichiarazione di Bernabò Bocca di Federalberghi: “Non comprendiamo come sia possibile autorizzare i viaggi oltre confine e invece impedire quelli in Italia”.

L’associazione aveva chiesto che venissero presi provvedimenti affinché, almeno per coloro con un tampone negativo nelle ultime 48 ore, o on un certificato di avvenuta vaccinazione, fosse possibile viaggiare tra regioni.

Pasqua e viaggi: le regole

Va specificato che spostarsi all’estero avrà delle regole, prima semplicemente applicate agli spostamenti extra UE, ed ora applicate anche nel caso di viaggi da Italia ad altro Paese dell’Unione Europea. In primis, si dovrà essere sottoposti a tampone all’andata e al ritorno.

In secondo luogo, al rientro in Italia, sarà necessario rimanere in quarantena per 5 giorni. La partenza, in questi giorni, potrebbe avvenire sia da zona rossa, sia da zona arancione, sia da zona gialla. Il ministro degli esteri Luigi Di Maio ha dichiarato, in collegamento con Tg2 Post: “Quello che noi abbiamo chiesto è rimanere a casa e non spostarsi, chi va all’estero e rientra deve fare un tampone all’andata e al ritorno, rientra nelle regole della mobilità europea. Ma non stiamo assolutamente consigliando ai cittadini di andare all’estero, anzi sconsigliamo di spostarsi perché siamo in una fase difficile”.

Anche questa volta, la scelta viene messa in mano al buon senso del cittadino, che nelle mani di chi decide.