Cronaca

Sicilia, falsi dati all’Iss sulla pandemia di Covid per “evitare” la zona rossa: “Spalmiamo un po’ i morti”. Arresti e 7 indagati, l’assessore alla Salute si dimette

Arresti indagini e perquisizioni in tutta la Sicilia: in corso l'inchiesta su presunti dati sull'epidemia che sarebbero stati falsati per evitare la "zona rossa"
Sicilia, falsi dati all'Iss sulla pandemia di Covid per

Falso materiale ed ideologico: queste le accuse che hanno fatto scattare numerose ordinanze di misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di alcuni appartenenti al DASOE (Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico) e all’Assessorato della Salute della Regione Siciliana.

Secondo quanto emerso da un’inchiesta tuttora in corso, alcuni dati in riferimento all’epidemia del Coronavirus come quello relativo ai nuovi casi positivi, ai morti e ai tamponi – dati raccolti giornalmente – sarebbero stati falsati per alterare il giudizio in sede decisionale per i provvedimenti anti-contagio.

Sicilia, dati falsi sulla pandemia per “evitare la zona rossa”: l’inchiesta della Procura di Trapani

È un’ampia inchiesta quella che sta travolgendo la Regione Sicilia e che riguarda i numeri che sono stati fatti recapitare quotidianamente all’Istituto Superiore di Sanità: dati che sembrano essere stati compromessi per favori alcuni provvedimenti al posto di altri. L’indagine, di cui si ha notizia attraverso l’agenzia stampa Ansa, si basa sue due accuse principali al momento formulate dagli inquirenti: falso materiale ed ideologico.

Un’inchiesta che avrebbe preso piede dopo una scoperta fatta all’interno di un laboratorio di Alcamo, in provincia di Trapani, dove si avrebbe avuto prova tangibile della falsificazione dei dati inerenti a decine di tamponi.

Le intercettazioni telefoniche: “I morti spalmiamoli un po‘”

Di seguito alcuni degli estratti frutto delle intercettazioni, riportate da Ansa, ove si evincerebbe con chiarezza l’avvenuta falsificazione dei dati sull’epidemia. “Sebbene non emerga ancora compendio investigativo grave, è emerso il parziale coinvolgimento di Razza nelle attività delittuose del Dasoe“, le dichiarazioni rilasciate dai militari del Nas che stanno continuando a fare indagini.

Stando a quando raccolto sinora, si ipotizza che la falsificazione dei numeri sarebbe avvenuta in circa 40 occasioni e che l’ultima volta ricorre al 19 marzo scorso.

Spalmiamoli un poco…“, le parole intercettate e riportate da Ansa che sarebbero state dette dall’assessore alla Salute Ruggero Razza a colloquio con la dirigente regionale, colei che avrebbe poi dovuto comunicare i dati sull’andamento giornaliero dell’epidemia in Sicilia all’Iss.

I deceduti glieli devo lasciare o glieli spalmo?”, le parole di lei a Razza a cui segue la risposta dell’assessore “Ma sono veri?“. “Sì, solo che sono di 3 giorni fa“, risponde la dirigente, e allora Razza: “Ok, spalmiamoli un poco“.

Ah, ok allora oggi gliene do uno e gli altri li spalmo in questi giorni, va bene ok. Mentre quelli del San Marco, i 6 sono veri e pure gli altri 5 sono tutti di ieri… quelli di Ragusa, Ragusa 5! E questi 6 al San Marco sono di ieri… perché ieri il San Marco ne aveva avuti altri 5 del giorno prima in pratica. Va bene?“, le dichiarazioni della dirigente a cui segue poi l’ok di Razza.

E non mancano le intercettazioni che sono state fatte nel corso di una chiamata tra Ruggero Razza e Letizia Di Liberti, dirigente generale del DASOE: “Letizia è inutile che facciamo stare in piedi sacchi vuoti… c’è stata una gravissima sottovalutazione e il dato finale di questa sottovalutazione di questa gravissima sottovalutazione è scritto in quegli indicatori, poi secondo me sono sbagliati perché mettono sullo stesso piano indicazioni diverse, però come avrai visto ci sono dei dati dove noi comunichiamo zero! … E chissà da quanto!“, le parole di Razza alla Di Liberti in riferimenti ai dati che la Regione comunicava all’Iss.

Secondo quanto proferito da Ansa, l’intercettazione telefonica, ora gli atti, risalirebbe allo scorso novembre.

Stando a quanto ipotizzato al momento dalla Procura di Trapani che sta coordinando le indagini sul caso (avendo l’inchiesta avuto inizio dal laboratorio di Alcamo) tra i “moventi” che avrebbero portato a falsificare i dati ci sarebbe stata l’intenzione di evitare che la Sicilia potesse essere dichiarata “zona rossa”.

Arresti, indagati e perquisizioni

In corso tutte le indagini del caso e, per le accuse sinora formulate, il Carabinieri del Nas di Palermo e del Comando Provinciale di Trapani hanno eseguito diverse misure cautelari agli arresti domiciliari questa mattina, tra loro la dirigente del DASEO Maria Letizia Di Liberti, il funzionario della Regione Salvatore Cusimano e Emilio Madonia, dipendente di una società che si occupa della gestione informatica dei dati dell’assessorato. Sette invece le personalità indagate, tra cui l’assessore regionale alla Sanità della Sicilia Ruggero Razza. Scattate sempre questa mattina anche le perquisizioni che hanno comportato anche al sequestro di materiale come documenti e dispositivi informatici.

Il commento del governatore della Sicilia Musumeci

Estraneo ai fatti darebbe invece il presidente ella Regione Nello Musumeci, così infatti avrebbe scritto di lui il gip: “Sembra estraneo Musumeci che pare tratto in inganno dalle false informazioni che gli vengono riferite“. E proprio Musumeci questa mattina all’Ansa ha rotto il silenzio apprendendo dell’inchiesta in corso: “Noi le zone rosse le abbiamo anticipate non nascoste: è storia. Ma bisogna avere rispetto per la magistratura, ho fiducia nell’assessorato di Ruggero Razza, se fosse responsabile d solo adotterebbe le decisioni consequenziali. Bisogna essere sereni e fiduciosi, sono convinto che la verità emergerà prestissimo“, auspicandosi che le indagini proseguano facendo venire a galla la realtà dei fatti. Sempre di questa anche le parole del sindaco Leoluca Orlando: “Il Comune di Palermo si costituirà Parte Civile in questo procedimento giudiziario, visto che proprio sui dati si sono basate molte scelte e provvedimenti amministrativi in questi mesi“.

Ruggero Razza comunica le sue dimissioni

E arriva in questi momenti la notizia, notificato l’avviso di garanzia, che Ruggero Razza, indagato dalla Procura di Trapani, avrebbero chiesto al presidente della Regione Musumeci di accettare le sue dimissioni.

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