Random, dopo il Festival di Sanremo è fuori il suo ultimo album

Fresco di esperienza al Festival di Sanremo 2021 che lo ha accolto per la prima volta tra i 26 big in gara, come ci promette anche nel corso di questa intervista, Emanuele Caso in arte Random, continua ad essere affamato di musica e proprio il 2 aprile scorso è stato dato in pasto al pubblico il suo ultimo lavoro, l’album Nuvole.

Random torna dal Festival di Sanremo con un nuovo album

L’abbiamo intercettato mentre si trovava in macchina in viaggio verso Verona in una giornata limpida ma le Nuvole le ha portate lui: parliamo del giovanissimo Random, all’anagrafe Emanuele Caso, che il grande pubblico ha avuto modo di scoprire o riscoprire in quel del Festival di Sanremo.

Proprio partendo dalla sua esperienza all’Ariston abbiamo dato il via all’intervista per arrivare al suo ultimo album appena uscito, Nuvole: un turbine di emozioni con si intersecano parole, voci e accordi di altri grandi della musica. Grandi artisti ma soprattutto grandi amici di Random come l’altro big in gara a Sanremo 2021, Gio Evan.

Ciao Emanuele, partiamo ovviamente dal Festival di Sanremo: che esperienza è stata?

È stata una bellissima esperienza e sono contento di averla fatta in un momento come questo in cui chiunque vorrebbe farla.

È stata un’esperienza che mi ha fatto capire tante cose sulle persone che ho intorno, mi ha fatto stringere un legame ancora più forte con i membri del mio team. Ho capito poi alcuni dei miei limiti che sto superando, voglio fare sempre meglio.

Che emozione è stata cantare sul palco dell’Ariston?

È stato bello, strano e super emozionante: mi tremavano le gambe, non avevo la saliva il cuore mi usciva dal petto.

Ci eravamo sentiti prima del Festival e mi avevi detto che la prima persona che avresti chiamato una volta sceso dal palco sarebbe stata tua mamma: allora, l’hai chiamata?

Cosa ti ha detto?

Assolutamente, in realtà non ho avuto neanche il tempo di chiamarla perché la prima sera, appena appena sono sceso dal palco e sono salito sopra nel mio camerino, c’era Alessio, il mio manager, che stava piangendo in videochiamata con tutta la mia famiglia. Erano tutti felicissimi.

Che voto dai alla tua performance sanremese?

Io mi do un 7 su 10. Devo imparare a gestire meglio l’emozione perché nei 6 mesi in cui ho provato continuamente la canzone non ho mai sbagliato una cosa e lì sul quel palco non l’ho mai cantata come l’avevo cantata alle prove dove l’ho fatta sempre meglio.

Devo imparare a gestire bene questa cosa perché effettivamente la gente non lo sa che io per mesi ho provato, non mi hanno mai sentito, non lo sanno che io quel pezzo lo so fare bene.

Il nuovo album uscito il 2 aprile: Nuvole

Parlami di Nuvole, il tuo nuovo album: che genesi ha, da piccolo giocavi anche tu a dare le forme alle nuvole?

Sì, da bambino mi sedevo al parco della Resistenza e mentre tutti gli altri bambini giocavano a calcio io guardavo il cielo, le nuvole, e cercavo di vederci qualcosa.

Cosa vedevi in quel cielo da piccolo e cosa ci vedi oggi?

Da piccolo vedevo dei cagnolini, a volte vedevo gli angeli o facce, cuori.

A volte delle ali. In questo momento non c’è neanche una nuvola e se la vedessi forse ci vedrei un cuore: è un momento in cui stanno combattendo un po’ mente e cuore, sono un po’ altalenante a livello emotivo.

Cosa bisogna vederci invece nelle nuvole del tuo album?

Sono nuvole molto importanti. La stessa canzone ascoltata da me o da te può dire cose differenti o addirittura la stessa canzone ascoltata da te in due momenti diversi della tua vita può trasmetterti due messaggi totalmente opposti. È un disco a cui ho lavorato veramente molto, abbiamo scelto tra 80 canzoni quelle che secondo noi erano i migliori, alcune le abbiamo tenute per il futuro; altre le abbiamo sacrificate perché era no un po’ vecchiotte.

È un disco con dentro tantissime e emozioni e l’amore in tutte le sue sfaccettature e dentro ci sono poi collaborazioni belle, grandi e importanti.

Gio Evan, la collaborazione che cela una profondissima amicizia

Ho visto che proprio dentro all’album possiamo scorgere una collaborazione con un altro big del Festival, Gio Evan. Che rapporto hai con lui?

Con Gio Evan ho un rapporto di fratellanza a livello da dirsi “ti voglio bene e per te ci sono per qualsiasi cosa”. È una di quelle persone che auguro a tutti di poter incontrare nella propria vita perché è veramente un angelo. Questo rapporto molto umano ce l’ho con tutti i ragazzi con cui ho collaborato: io ho chiamato le persone, non sono state persone chiamate dall’etichetta.

Ora che il Festival è finito e che l’album è uscito che farai?

Adesso continuo a fare musica, non mi voglio fermare un attimo, voglio continuare a fare pezzi e abbiamo già due date. Stiamo lavorando molto per queste pregando che si possano fare e poi sono in arrivo tante sorprese, qualche novità e tanta musica che è il mio lavoro ed è quello che voglio fare nella vita.