bimba picchiata intestino spaccato

Sta sconvolgendo il mondo il caso della piccola Paisleigh Williams, bimba di 2 anni morta a seguito di violentissime percosse che, secondo le indagini, sarebbero state inflitte dal padre e dalla compagna del padre. La piccola, che si teme fosse vittima di maltrattamenti e abusi protratti nel tempo, era stata picchiata talmente forte che pare avesse l’intestino spaccato in due.

Muore bimba di 2 anni picchiata brutalmente: il ricovero in ospedale

La piccola Paisleigh avrebbe compiuto 3 anni a giugno. Lo scorso 26 marzo suo padre, il 30enne Moshe Williams, residente a Cody in Wyoming, l’aveva portata al pronto soccorso del Cody Regional Health’s dicendo che la figlia si era ammalata: la piccola è apparsa subito priva di coscienza e in gravi condizioni e, dopo un’attenta analisi, è stata trasferita.

Al Children’s Hospital del Colorado, dove è stata intubata. La piccola non ce l’ha fatta: è morta nella giornata del 28 marzo.

Muore bimba di 2 anni picchiata brutalmente: lesioni e lividi di vecchia data su tutto il corpo

I medici che hanno avuto in cura Paisleigh e coloro che hanno fatto i primi esami sul corpo dopo la morte hanno notato che la bambina presentava lesioni e lividi precedenti l’epoca di ricovero, e che quindi facevano supporre che la stessa fosse stata vittima di abusi feroci protratti nel tempo.

La bambina aveva 2 vertebre cervicali compresse e lesioni sul viso, in testa e su tutti e quattro gli arti.

Moshe Williams e la sua compagna Carolyn Aune (28 anni) sono stati incriminati e posti sotto arresto, con una cauzione fissata a 1 milione di dollari. Su entrambi pesa l’accusa di abusi aggravati su minori.

La versione dei due accusati

Il Powell Tribune riporta un affidavit ( ovvero una dichiarazione ufficiale rilasciata in forma scritta o orale e che può essere usata come prova in fase processuale, ndr) del detective sergente Justin Wead della polizia di Cody: “È opinione del team che le ferite siano state inflitte in un tempo protratto, e non nel corso di un singolo evento, sebbene non si possa dire con assoluta certezza, è chiaro che, con ogni probabilità, data la gravità delle lesioni, i due individui dovessero essere a conoscenza di quanto stava accadendo”.

Non è stata accolta come plausibile alcuna delle giustificazioni che la coppia ha fornito per spiegare le lesioni, tra cui la tesi che fosse stato un altro bambino residente con loro a picchiare la piccola.