Folla a milano e controlli della polizia

Come ogni venerdì ormai da mesi c’è attesa per i dati dell’Iss in arrivo nelle prossime ore. Questi decideranno infatti il futuro colore delle regioni per la prossima settimana e quindi nuove regole per i cittadini. C’è da ricordare che nessuna regione in questo mese di aprile potrà raggiungere la zona gialla, ma avremo quindi una mappa a soli due colori ancora per le prossime settimane, il rosso e l’arancione.

Le regioni tra zona rossa e zona arancione

Partiamo prima da chi si trova oggi in zona rossa: Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Val d’Aosta.

Le altre regioni si trovano quindi in zona arancione. Le scuole intanto hanno cominciato a riaprire anche in zona rossa, rispondendo alle necessità degli stessi alunni e anche dei genitori.

Lombardia e Piemonte

Intanto però c’è chi punta a lasciare la zona rossa: in prima fila ci sono Lombardia e Piemonte. Il governatore Attilio Fontana ha spiegato: “I numeri che stiamo valutando ed elaborando da mandare alla cabina di regia a Roma vanno in questa direzione“, e ancora, “l’indice di incidenza, l’Rt e la pressione sugli ospedali sono in lento ma graduale miglioramento. Quindi potremmo essere inseriti nella zona arancione“.

Sulla stessa linea anche il Piemonte in attesa di promozione in zona arancione: “Siamo fiduciosi“, ha detto infatti il governatore della regione Alberto Cirio. I dati preliminari sul Covid-19 in Piemonte che hanno trasmesso notificano un’incidenza inferiore 250 casi ogni 100.000 abitanti e la regione potrebbe “vedere” l’arancione dalla prossima settimana.

Le altre regioni

Anche Emilia Romagna e Friuli sperano di abbandonare presto la zona rossa e tornare a quella arancione. Il Lazio, invece, in zona arancione si trova già e sembra destinato a rimanerci grazie soprattutto a un indice Rt a 0.9 -in calo rispetto al precedente livello di 1.3-.

Più difficile la situazione del Veneto di Luca Zaia che dovrà attendere la giornata di oggi per capire il proprio futuro che forse porterà a una riconferma della zona arancione con le terapie intensive vicine alla soglia del 30%.