maro Salvatore Girone e Massimiliano Latorre in visita al quirinale

Il caso dei marò sembra essersi concluso nella sua contesa internazionale, con un accordo che sarebbe stato raggiunto tra India e Italia. Il processo, come stabilito dal Tribunale Internazionale dell’Aja, che vede i due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre accusati per l’omicidio di due pescatori del Kerala nel 2012, si celebrerà in Italia. La decisione arriva insieme alla richiesta di risarcimento di un milione di euro all’India, per i familiari delle vittime e per il proprietario del peschereccio indiano.

Marò, risarcimento di un milione di euro all’India

Secondo AsiaNews, l’accordo tra Italia e India è stato raggiunto per il risarcimento da 1,1 milioni di euro di euro, che vanno aggiunti ai 245mila euro già erogati.

La Corte suprema indiana ha accordato la chiusura del caso con il versamento sul conto del ministero degli Esteri indiano dei corrispondenti 100 milioni di rupie.

La cifra verrebbe ripartita tra le famiglie delle vittime, Ajeesh Pink e Valentine Jelastine, che riceveranno 40 milioni di rupie ciascuna. Al proprietario della nave Freddy Bosco, anche lui ferito nella sparatoria, verrano versati 20 milioni di rupie.

Il processo ai marò in Italia

Il risarcimento è stato deciso lo scorso luglio dal Tribunale Internazionale dell’Aja.

L’Alta Corte ha anche disposto che il processo per omicidio volontario nei confronti dei marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre spetti all’Italia.

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo nel febbraio 2012, dopo l’incidente dell’Erica Lexie, e si appresta ora a integrare con le carte del Tribunale dell’Aja.

Le parole della moglie di Massimiliano Latorre

È intervenuta sulla vicenda anche Paola Moschetti, moglie del marò Massimiliano Latorre. Raggiunta dall’ANSA, ha dichiarato: “Il messaggio che sta passando è che ora tutto sia finito, ma ieri è stato semplicemente applicato quanto prevedeva la sentenza del tribunale dell’Aja, che verrà poi ratificata nell’udienza del 19 aprile.

Ora, però, inizierà la fase processuale in Italia che noi speriamo porti alla verità, perché per noi la dignità conta più di qualunque altra cosa: non può finire così“.

Moschetti ha aggiunto di aver appresso tutte le notizie dalla stampa e che “dopo 9 anni si apre una nuova fase che speriamo sia breve: non possiamo perdere altri 10 anni della nostra vita per arrivare alla verità dei fatti“.

Il caso dei marò

La vicenda dei marò ha avuto inizio il 15 febbraio del 2012, con la sparatoria che ha coinvolto i militari presenti sulla nave commerciale  Enrica Lexie.

Il contingente della Marina stava scortando la petroliera italiana per il pericolo della pirateria che infesta quelle acque.

A poche miglia dalle coste del Kerala, l’Enrica Lexie incrocia il peschereccio St. Antony, scambiandolo per una nave pirata e apre il fuoco. La nave italiana attracca nel porto di Kochi e inizia la contesa internazionale che si trascinerà per anni.