auto dei carabinieri

Rivarolo Canavese questa notte è stato il teatro di una strage che ha lasciato il piccolo comune a poche decine di chilometri da Torino completamente stravolto. Renzo Tarabella, operaio in pensione di 84 anni, ha ucciso la moglie, il figlio disabile e i padroni di casa, tentando poi di suicidarsi.

Gli inquirenti indagano sull’accaduto, cercando di ricostruire quanto successo e le dinamiche che hanno portato a questo folle gesto. I familiari di Tarabella hanno raccontato della difficile situazione familiare, monitorata dai servizi sociali.

Rivarolo Canavese, uccise 4 persone nella notte

Tarabella viveva con la moglie Rosaria Valovatto, 79 anni, e il figlio Wilson, di 51 anni, in una palazzina di Rivarolo Canavese.

L’uomo, verso le 3 di notte, avrebbe ucciso con una pistola la moglie e il figlio e i proprietari dell’appartamento, Osvaldo Dighera 74 anni, e la moglie Liliana Heidempergher, 70 anni.

Entrambe le due vittime erano molto note a Rivarolo Canavese, come riportano le fonti stampa locali, con Heidempergher che è stata maestra nelle scuole del comune nel torinese. I due, secondo i primi accertamenti dei Carabinieri del comando provinciale, sarebbero stati presenti nell’appartamento di Tarabella per parlare di questioni legate all’affitto, ma nessuna ipotesi è al momento confermata.

L’autore della strage ricoverato

Tarabella è al momento ricoverato all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino in gravi condizioni, per il colpo di pistola che si è sparato in bocca. Non avrebbe lesionato organi vitali e sarebbe stato sottoposto a intervento chirurgico.

Le parole del sindaco di Rivarolo Canavese

Il sindaco di Rivarolo Canavese, Alberto Rostagno, ha commentato quanto accaduto a La Voce: “Una notizia terribile e una città che si stava risvegliando con un futuro migliore, lunedì con la riapertura delle attività.

Questa botta non ci voleva. È drammatico, sono stato sopra in alloggio a vedere il macello che c’è… Purtroppo non ci sono parole. Aspettiamo di capire quale sia la dinamica che può aver portato a un gesto così folle“.

Il genero di Tarabella: “Si erano chiusi”

Presenti stamattina nel palazzo in cui si sono consumati gli omicidi la figlia e il genero di Renzo Tarabella. La donna ha dichiarato ai giornalisti di La Repubblica che non aveva rapporti con la famiglia, seguita dai servizi sociali. “Era fuori di testa da un po’, si erano chiusi e allontanati“, ha raccontato il genero, spiegando che la pistola era “il suo pallino“.

L’uomo chiede ai giornalisti di parlare con gli assistenti sociali, che erano informati su tutto quello che riguardava la famiglia. Pensiero ribadito dalla figlia: “Voglio parlare con chi li seguiva  e capire perché non si sono accorti di quello che stava succedendo“.