Striscia la Notizia, Scotti e Hunziker nel mirino delle accuse di razzismo. Gerry Scotti ribatte:

Continua a far discutere la gag andata in onda a Striscia la Notizia che ha avuto per protagonisti i due conduttori dello show di Antonio Ricci, Gerry Scotti e Michelle Hunziker. Le accuse erano arrivate dagli States dove il movimento Diet Prada ha mosso un vero e proprio plotone di critiche nei confronti del siparietto del programma di Canale 5, appellandosi alle accuse di razzismo. Immediate le scuse di Michelle Hunziker che ha voluto immediatamente contestualizzare meglio l’accaduto sfatando ogni fraintendimento e allontanando le accuse, chiedendo scusa a chiunque si sia sentito ferito. Travolti da una vera ondata di odio e di minacce dopo le accuse ricevute, di oggi le loro parole congiunte e si fa sentire la voce del conduttore Gerry Scotti, molto più risentito per le accuse ricevute.

Michelle Hunziker e Gerry Scotti travolti dall’odio social dopo le accuse di “razzismo

Sono davvero dispiaciuta e chiedo scusa se ho ferito qualcuno“, ha reagito quasi immediatamente la Hunziker su Instagram chiedendo scusa a chiunque possa essersi risentito di quella gag puramente ironica e senza alcuna malevola intenzione. “Nella mia carriera vi ho sempre ascoltato con attenzione e ho imparato dai vostri feedback giorno dopo giorno – ha poi dichiarato la Hunziker sui social Sono profondamente dispiaciuta per ciò che è accaduto ieri sera e per tutte le persone che ho offeso.

Non era mia intenzione farlo. Ribadisco che sono sempre stata contro qualsiasi forma di discriminazione. Grazie“.

Insieme a Gerry Scotti proprio la Hunziker, a Il Corriere della Sera, ha voluto ribadire le proprie scuse congiunte a quelle del collega denunciando però l’odio social da cui sono stati travolti dopo le accuse arrivate oltreoceano: “Aver urtato qualcuno ci fa male. Però quello che sta succedendo è spaventoso: un’ondata di odio strumentale“.

Gerry Scotti, le scuse ma anche la preoccupazione per il politicamente corretto: “Mi spaventa, suona molto di dittatura, di fascismo

Più risentite invece le dichiarazioni rilasciate da Gerry Scotti a Il Corriere della Sera ove, ripercorrendo l’accaduto e riflettendo sulle accuse mosse dal movimento statunitense, ha voluto tuttavia ribattere: “Se ho involontariamente offeso la cosa mi fa riflettere. Ma che, in un momento così, si produca tanto odio mi allibisce. Non sono un ingenuo ma la violenza che si riesce a veicolare mi sgomenta“.

Io ho diversi amici cinesi e nessuno mi ha detto nulla.

Se ho offeso allora ho sbagliato – afferma puntuale, aggiungendo – ma anche io vorrei dire di non lasciarsi strumentalizzare da chi semina odio e di stare anche attenti all’obbligo del politicamente corretto che sta investendo tutta la comunicazione: mi spaventa, suona molto di dittatura, di fascismo“.

Lo stesso Scotti che ribadisce come quella gag sui cinesi fosse solamente ironica e assolutamente volta a non ledere nessuno, ha poi dichiarato di essere stato per oltre vent’anni oggetto di forti critiche: “Sono stato descritto come il presentatore con la pancia, cicciottello o anche obeso e pelato.

Ripeto, davvero, la nostra totale buona fede ci aveva un po’ ottenebrati rispetto agli effetti che potevamo suscitare. Abbiamo chiesto scusa. Ora speriamo che possano ascoltare anche le nostre argomentazioni“.