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Luis Sepùlveda, scrittore, giornalista e attivista nato in Cile nel 1949, l’anno scorso ha perso la vita a causa del Covid-19. La sua vita, condotta in nome di ideali ben saldi, sembra un romanzo di avventure, come quelli che leggeva quando era bambino. 

Le battaglie combattute

Sepùlveda ha combattuto tutta la vita per rimanere fedele a ciò in cui credeva. Gli anni ’70 furono anni difficili per il Cile, finché le tensioni non portarono al colpo di stato del 1973 del generale Pinochet, che da quel momento prese il potere. Sepùlveda, strenuo sostenitore del partito socialista guidato da Allende, in questi anni di regime fascista venne imprigionato, torturato, condannato a morte.

Infine venne liberato solo grazie all’azione di Amnesty International, che riuscì a far tramutare la pena capitale in esilio. 

Dopo lunghi viaggi in Sud America, ha combattuto nelle file delle Brigate Internazionali di Simon Bolivar, in Nicaragua. Quando si trasferì in Europa, nello specifico in Francia, dove prese la cittadinanza, iniziò la sua battaglia in difesa dell’ambiente. Partecipò e appoggiò moltissime iniziative di Greenpeace, finché non decise di dedicarsi interamente alla letteratura. Nonostante abbia vissuto combattendo, il mostro del Covid-19, all’età di 70 anni, ha avuto la meglio.

Il grande amore della sua vita, la letteratura

Il primo libro che diede credito allo scrittore fu Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, pubblicato nel 1989. Questo romanzo si rifà agli anni del Sud America e alle esperienze vissute in quel luogo, a contatto con gli Indios. Dopodiché, Sepùlveda ha pubblicato una serie di successi internazionali, che quasi sempre riportano eventi della sua vita. Sull’attivismo politico, pubblica un libro di racconti, La frontiera scomparsa, mentre sulla battaglia ecologista scrive Il mondo alla fine del mondo.

 

Una lettura reale e realista, ma fino a un certo punto: lo stile dritto, chiaro, senza fronzoli, vuole essere un mezzo per raccontare qualcosa di vero. La letteratura, però, è letteratura, e la sua esperienza di vita, per quanto impatti nei suoi libri, come è evidente, viene rielaborata, a volte in forma di romanzo, altre volte in forma di favolistica. Sepùlveda, infatti, è molto noto per le sue bellissime favole, a partire da Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, da cui poi è stato tratto il cartone. 

La malattia e la morte

Il 16 aprile 2020 Luis Sepùlveda è morto a causa del Covid-19.

È stato ricoverato nel febbraio all’Ospedale Universitario di Oviedo, cittadina delle Asturie, dove si era traferito nel 1996 con la moglie. Fino all’ultimo momento ha combattuto, ma alla fine la malattia ha avuto la meglio.