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Sabrina Ferilli a Domenica In, l’attrice ricorda il grande cantautore: “Mancanze che non riesci a rimpiazzare”

A Domenica In Sabrina Ferilli ripercorre in un'intervista la sua lunga carriera fra cinema, teatro e televisione e ricorda il grande Lucio Dalla con il quale collaborò in Rai: "Sono mancanze che non riesci a rimpiazzare"
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Mara Venier accoglie nello studio di Domenica In una grande amica: Sabrina Ferilli. Protagonista della fiction Svegliati amore mio, da poco conclusasi su Canale 5, l’attrice ripercorre la sua lunga carriera tra televisione e cinema. Tanti i volti noti con cui collaborò tra cui il grande Lucio Dalla, che ricorda con parole dolcissime: “Aveva questo rapporto così significativo con la vita“.

Sabrina Ferilli e il successo

A Domenica In va in scena una lunga intervista ad una delle attrici più amate ed apprezzate del panorama televisivo e cinematografico italiano.

Mara Venier accoglie l’amica Sabrina Ferilli, reduce dal successo della fiction di Canale 5 Svegliati amore mio. Una storia di amore e di vita, come l’ha più volte definita l’attrice, in cui le vicende familiari della protagonista Nanà si intrecciano ad una lotta sociale contro le acciaierie e la guerra all’inquinamento e alle polveri sottili.

Una tematica quanto mai attuale che ha visto Sabrina Ferilli lottare in primo piano per denunciare questa problematica, nella fiction e non solo. L’attrice si è anche resa protagonista di un bellissimo gesto, offrendosi di pagare stipendio e spese legali all’operaio licenziato dall’azienda ArcelorMittal per aver suggerito su Facebook di guardare la serie.

Sono mancanze che non riesci a rimpiazzare

Ma la carriera di Sabrina Ferilli vanta un corollario di esperienze televisive e cinematografiche di indubbio valore. Nel corso della sua carriera ha collaborato con numerosi attori, registi e cantanti sia sul piccolo che sul grande schermo. Fra le esperienze in televisione figura anche la storica conduzione dello show del 2002 targato Rai La bella e la besthia, al fianco del grande Lucio Dalla.

L’occasione è quella di ricordare il compianto cantautore e il suo valore umano, oltre che artistico: “Lucio aveva un modo di entrare dentro, a proposito di persone che pulsano vita. Lui veniva in studio con un esercito di ultimi, portava in studio prostitute, barboni, malati, me lo ricordo. Li metteva seduti, li faceva vedere le prove, se volevano rimanere vedevano anche la puntata. Aveva questo rapporto così significativo con la vita. Noi avevamo un bel rapporto, sono mancanze che non riesci a rimpiazzare, sono buchi enormi. Lucio è quello“.

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