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Se verrà confermato quanto finora annunciato e ipotizzato, il 26 aprile sarà il giorno delle grandi riaperture per una grandissima maggioranza di regioni italiane. Quasi tutta Italia potrebbe infatti tornare in zona gialla, con la conseguente rinascita di attività turistiche, della ristorazione e una possibilità moderata di spostamenti tra regioni. Le decisioni su cosa si potrà fare e cosa non si potrà fare vanno però confermate dopo il parere del Comitato Tecnico Scientifico che oggi si esprimerà su alcuni punti chiave al vaglio a livello governativo.

Riaperture, coprifuoco alle 23? Valutazioni in corso

Coprifuoco, riapertura delle attività, pass regionale: questi sono i principali punti di confronto sui quali si concentrerà il Cos e sui quali, negli ultimi giorni, si è sviluppato il dibattito.

Per quanto riguarda il coprifuoco, è scontro all’interno del parlamento, tra maggioranza e opposizione: si considera l’idea di allungare di un’ora il coprifuoco (quindi fino alle 11). Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, a Skytg24 ha spiegato: “Credo che una riflessione sull’allungare di un’ora soprattutto consentendo la cena nei ristoranti all’aperto, possa essere una riflessione sulla quale approfondire”.

Costa parla del fatto che sia necessario entrare nell’ottica di introdurre una fase nuova, costituita da una riapertura graduale e prudente ma dalla quale si pera di non tornare indietro. Tra coloro che non vogliono più il coprifuoco c’è buona parte della destra e, sicuramente, Matteo Salvini, come riporta AndKronos: “Il rischio zero non esiste. Gli italiani hanno portato enorme pazienza e siamo arrivati al limite. Stiamo lavorando per far cadere altri due tabù: il coprifuoco e le riaperture dei locali al chiuso”.

Riaperture, scetticismo dai virologi, Crisanti: “Bisogna adottare modello inglese”

Chi non ritiene ci siano i numeri per riaprire è sicuramente una compatta squadra di virologi, non appartenenti al Cts, che fa paragoni tra la situazione inglese e quella italiana.

Tra questi spicca Andrea Crisanti che, su Radio Capital, ha dichiarato: “L’Inghilterra è arrivata a queste scelte con “15 morti” di Covid-19 “al giorno, 2mila casi e il 70% della popolazione vaccinata. Vorrei capire cosa è stato calcolato e ragionato, quanti morti siamo disposti a tollerare. In questo modo si dà al virus l’opportunità di mutare. Bisogna adottare il modello inglese, che ha accelerato con la campagna vaccinale quando i contatti tra i cittadini erano ridotti”.

Riaperture, il pass tra regioni: per i virologi è buona idea

Maggiore fiducia sembra sia nata nei confronti del progetto del pass tra regioni, che sembra essere approvato anche dalla Società italiana di virologia. Arnaldo Caruso, che ne è Presidente, ha detto ad AdnKronos: “Il pass mi sembra una buona cosa in un momento in cui siamo ancora in una situazione emergenziale perché il virus resta con noi, anche se sta perdendo potenza per l’andamento stagionale che abbiamo confermato con le osservazioni di questi ultimi giorni”.