15 regioni tornano in zona gialla da lunedì 26 aprile

Le Regioni sono pronte a tornare in zona gialla. Secondo quanto riportato, in serata è attesa l’ordinanza del Ministero della Salute che tingerà di giallo l’Italia per la prima volta da oltre un mese. Si teme l’effetto “liberi tutti”: i dati della Cabina di Regia parlano di una situazione in miglioramento, ma ancora critica. Da lunedì 26, però, 15 Regioni torneranno in zona gialla.

Zona gialla, arancio e rossa: cosa cambia da lunedì 26 aprile

Il salto simultaneo di così tante Regioni nella fascia minima di rischio, è dovuto al fatto che la stessa zona gialla era stata bloccata “dall’alto”: un lockdown nazionale travestito, che ha permesso di piegare la curva dei contagi in Italia nel momento clou della campagna vaccinale.

Per questo, da lunedì 26 aprile saranno 13 Regioni e una Provincia Autonoma a passare in zona gialla: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Marche, Piemonte, Pa Bolzano, Pa Trento, Toscana, Umbria e Veneto. Qui, secondo le disposizioni dell’ultimo decreto, potranno riaprire ristoranti, cinema, teatri e altre attività.

Secondo quanto riportato, resteranno solo 5 regioni in zona arancione: Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Val d’Aosta.

Resta in zona rossa quindi solo la Sardegna, che fino a settimana scorsa aveva un indice superiore alla soglia critica di 1,25.

Covid, indice Rt in Italia a 0.81

Mentre la scena politica è dominata dalle polemiche sul coprifuoco e le richieste delle Regioni a Draghi, a comandare saranno come sempre i dati. Questa settimana, riporta l’ISS, l’indice Rt è sceso a 0.81, nuovo calo rispetto al 0.85 di settimana scorsa. Dalla Cabina di Regia si parla di “lenta discesa dei nuovi casi e del numero di pazienti ricoverati, ma il quadro complessivo resta ancora ad un livello critico“.

A calare, seppur in maniera molto lieve, è stata anche l’incidenza dei casi: questa settimana si è registrata una diminuzione a 157,4 casi ogni 100.000 abitanti, contro i 160,5 della settimana precedente. Dai dati, emerge che in 4 Regioni l’indice Rt sia ancora superiore a 1, con 2 di queste a rischio alto.

Si vedono gli effetti della campagna vaccinale

Nel pomeriggio, l’ISS ha tenuto la consueta conferenza stampa per rendere conto della situazione epidemiologica alla luce dei dati settimanali. Da sottolineare, è come “I contagi tra gli over 80 sono in netta e veloce decrescita“. Un effetto direttamente collegabile alle vaccinazioni nelle fasce più anziane.

Cala anche l’età media dei contagi, ora a quota 43 anni, mentre quella dei ricoveri pure è calata e si attesta a 67 anni in media.

Per Brusaferro, “il quadro rimane molto impegnativo. L’incidenza resta elevata” e quindi non va abbassata la guardia. Difficile, considerando il “naturale” entusiasmo che prenderà milioni di Italiani alla riaperture delle attività: la speranza è che si mantengano le misure di sicurezza, il distanziamento e non si torni a fare ulteriori passi indietro e sprecare quello che è stato definito “un tesoretto“, ovvero il valore Rt sotto 1.