coprifuoco e riaperture, la richiesta delle Regioni a Draghi

Non si placa il dibattito sulle riaperture e sui termini del nuovo decreto Covid, in vigore fino al prossimo luglio: le Regioni hanno deciso di scrivere al premier Mario Draghi per sollecitare un incontro sulle misure previste dal Governo. Sotto la lente, modalità e orari definiti per la ripartenza di scuole, ristoranti, palestre e piscine. Non ultima la richiesta di un intervento per “ammorbidire” il coprifuoco.

Riaperture: Regioni all’attacco

La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha deciso di inviare una lettera al Presidente del Consiglio per sottoporre alla sua attenzione le proposte prioritarie rispetto alle misure in via di adozione con il prossimo Decreto Legge, dando la disponibilità per un incontro urgente prima della pubblicazione del provvedimento“: è questa la linea sottolineata dalle Regioni in un comunicato che spiega la necessità di un tavolo prima dell’entrata in vigore del nuovo decreto Covid.

In vista delle graduali riaperture previste dal nuovo decreto Covid, Regioni e Province autonome hanno avanzato quindi alcune richieste al premier Draghi, condensate in una lettera in cui si espongono alcuni dei nodi principali del confronto sugli step per il rilancio del Paese.

Le richieste delle Regioni a Draghi

I nodi intorno a cui si sviluppano le richieste al Governo sono stati sottolineati in vista delle riaperture dal 26 aprile prossimo. Ristoranti aperti anche al chiuso, coprifuoco posticipato dalle 22 alle 23: sono queste alcune delle condizioni che permetterebbero, secondo quanto esposto nel documento delle Regioni riportato da TgCom24, di avviare un percorso di riaperture che tenga conto dei fisiologici orari di attività come la ristorazione e che consenta di non “discriminare gli esercizi che dispongono degli spazi esterni rispetto a coloro che non ne dispongono“.

Tra i punti che la Conferenza delle Regioni ha chiesto di discutere con un incontro urgente, anche quelli delle lezioni individuali in palestra e della riapertura delle piscine al chiuso, oltre a una programmazione della riapertura del settore wedding.

Nodo scuole: “Amarezza per decisioni in Cdm

Nella lettera, si legge che Regioni e Province autonome “prendono atto con amarezza delle decisioni emerse in Cdm in relazione al tema della percentuale minima per la didattica in presenza per le superiori. Un metodo che non ha privilegiato il raccordo tra le diverse competenze che la Costituzione riconosce ai diversi livelli di governo“.

Il documento riporta anche la richiesta di prevedere “un’apposita norma che consenta di modulare le aperture delle attività in relazione all’andamento della situazione epidemiologica“. Intanto è attesa per oggi la definizione della nuova “mappa di rischio” con gli ormai noti colori da assegnare alle varie Regioni all’esito dei monitoraggi sull’andamento dell’emergenza Coronavirus.

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