ministro roberto speranza

Come ogni venerdì si attende il report dell’Iss per capire quante e quali regioni cambieranno colore dal prossimo lunedì. Dopo un mese di zona arancione e zona rossa, sono molte le regioni che ora attendono di tornare in zona gialla, “riattivata” proprio dal 26 aprile.

Le regioni che vogliono la zona gialla

Dal prossimo lunedì potremmo vedere una cartina colorata a maggioranza di giallo. Sono molte le regioni che, infatti, avrebbero un indice Rt inferiore a 1 e un’incidenza di casa sotto i 250 su mille abitanti. Sperano nella zona gialla al momento Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria, Veneto e le provincie autonome di Trento e Bolzano.

I dati delle regioni

Il ministero della Salute comunicherà oggi quali regioni sono pronte per il cambio di colore tenendo conto del report dell’Iss e della pressione sugli ospedali. Il governatore del Veneto Luca Zaia è sicuro del destino del Veneto: “In Veneto abbiamo indici da zona gialla“, spiega infatti. “L’Rt è a 0,71 e un’incidenza di 126,8, l’occupazione nelle terapie intensive del 22% (con il limite al 30%) e nelle aree non critiche al 20% (rispetto al limite del 40%). Quindi, siamo di fatto in zona gialla“, riporta AdnKronos.

Anche il Lazio sembra viaggiare verso la sua zona gialla. I dati “sono coerenti con la zona gialla anche se permane una pressione sugli ospedali“, ha spiegato infatti l’assessore regionale alla sanità Alessio D’Amato.

Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna, parla dei dati della sua regione: “Da lunedì prossimo, 26 aprile, anche l’Emilia-Romagna diventerà finalmente gialla. Si esprimerà il Comitato tecnico scientifico sulla base dei dati che vengono consegnati settimanalmente, ma posso già dire come tutto porti a credere che l’Emilia-Romagna diventerà zona gialla“.

Anche il Piemonte, dopo un breve passaggio in zona arancione, si dirige verso il giallo. Per avere la risposta definitiva, comunque, si deve attenere la nuova ordinanza del ministero della Salute.

In zona arancione potrebbero invece rimanere le regioni Calabria, Sicilia, Basilicata, Campania e Toscana.