medici prendono campioni di sangue in india

La variante indiana del Covid-19 minaccia l’Europa, con il primo caso trovato in Svizzera, che valuta ora lo stop ai voli dal Paese asiatico. Una misura che ricalca quella presa dalla Gran Bretagna la settimana scorsa, quando la variante è stata rilevata in diversi casi, che hanno superato il centinaio negli scorsi giorni. Anche la Germania, nelle scorse ore, ha chiuso i voli, preoccupata dall’effetto delle mutazioni sul programma di vaccinazione.

Giovedì la variante indiana è stata individuata in Belgio, in un gruppo di studenti passati dalla Francia, posti immediatamente in isolamento. Questa variante del Covid-19 è ritenuta responsabile della recrudescenza di casi in India, che ha segnato il numero quotidiano di contagi più alto al mondo negli ultimi 3 giorni.

Una situazione che sta portando il Paese asiatico al collasso.

Variante indiana del Covid-19 in Svizzera, Belgio e Gran Bretagna

Con un tweet, l’Ufficio federale della sanità pubblica svizzero ha reso noto che la variante indiana è stata trovata in territorio elvetico. “Il primo caso della variante indiana del COVID 19 è stato trovato in Svizzera. Si tratta di un passeggero che era entrato attraverso un aeroporto di transito“, si legge, “La consultazione sull’inserimento dell’India sulla lista dei Paesi a rischio è in corso“.

Il tweet dell'UFSP
Il tweet dell’UFSP

Una vicenda che segue quanto accaduto in Belgio, dove Pedro Facon, commissario straordinario all’emergenza Covid-19, ha confermato all’AFP che un gruppo di studenti indiani, passati per l’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi, è stato trovato positivo alla variante. Gli studenti di infermieristica sono stati immediatamente isolati ad Aalst, nelle Fiandre.

In Grand Bretagna centinaia di casi: stop ai voli

La Gran Bretagna fronteggia anch’essa la variante indiana B.1.617, che secondo i dati fino al 21 aprile riguarderebbe 132 casi, come reso noto dal Public Health England (PHE).

Gli scienziati britannici stanno ora indagando le caratteristiche della variante indiana, di cui non è noto il livello di trasmissibilità o la violenza con cui potrebbe colpire.

La preoccupazione maggiore, riporta The Guardian, è che due mutazioni principali della variante potrebbero essere parzialmente resistenti ai vaccini. È comunque improbabile che si espanda rapidamente come la variante del Kent, predominante in Gran Bretagna, dato che è presente in India da diversi mesi senza che abbia creato picchi di ondate.

Il tweet con cui il ministro della Sanità tedesco Jens Spahn ha annunciato il blocco dei voli con l'India
Il tweet con cui il ministro della Sanità tedesco Jens Spahn ha annunciato il blocco dei voli con l’India

India al collasso: record di casi giornalieri al mondo

Purtroppo, proprio in questi giorni, il Paese asiatico sta vivendo a un drammatico aumento di casi di Covid-19, anche se la variante indiana sarebbe predominante solo in alcune zone e non in tutta la nazione.

In India si contano ora più di 16 milioni di casi, un numero inferiore solo a quello degli Stati Uniti, e il Paese è intestataria di un terzo dei contagi globali quotidiani. Venerdì si sono registrati 332.730 casi (con 2.400 morti in 24 ore), arrivati a 346.786 oggi, secondo l’AFP.

Una seconda ondata devastante, che vede carenza di ossigeno in ospedali al collasso e una preoccupante penuria di vaccinazioni effettuate.

La variante in India

Benché secondo gli scienziati indiani la variante si attesti come portatrice del 15-20% dei casi a marzo, non è escluso che i suoi focolai abbiano avuto un ruolo importante nella recente alta diffusione del Covid-19. La variante indiana ha preso piede nello Stato del Maharashtra, che riporta un aumento del 35% delle morti venerdì, dove sono stati identificati il 60% dei casi della B.1.617.

Non mancano gli incidenti, visto l’alto tasso di pazienti che si riversano negli ospedali. AsiaNews riporta la morte di 13 persone in un incendio in un ospedale di Virar, 70 km di distanza da Mumbai. Pochi giorni prima, un incidente ha provocato 24 vittime tra i pazienti di un ospedale di Nashik, per un malfunzionamento della cisterna dell’ossigeno. Non manca chi punta il dito contro la politica del governo indiano sulle riaperture e sulla spesa sanitaria, una delle più basse al mondo.

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