Coppia Bolzano, recuperato un cadavere dall'Adige a Trento: è Peter Neumair

Era il 6 febbraio scorso quando veniva ripescato dall’Adige il corpo di Laura Perselli, la donna che era scomparsa nell’assoluto mistero il 4 gennaio scorso a Bolzano insieme al marito Peter Neumair. Di questi momenti la notizia, a distanza dunque di mesi dall’apertura del caso e dall’avvio di tutte quelle che sono state le ricerche, del recupero dalle acque del fiume Adige a Ravina di Trento di un cadavere che, per conferma dell’avvocato della loro figlia, si tratterebbe proprio del corpo di Peter Neumair.

Trento: recuperato un cadavere nell’Adige

La notizia che arriva in questi momenti rappresenterebbe una vera e propria svolta nel caso alla luce di tutte le ricerche messe in atto in questi mesi per ritrovare Peter Neumair.

Secondo quanto filtrato dalle fonti locali, l’avvistamento di un cadavere – che in un primo momento non aveva un’identità – sarebbe avvenuto questa mattina da parte di un ragazzo che si sarebbe trovato lungo il fiume Adige all’altezza di Ravina di Trento e non lontano dal museo di scienze Muse, per una consueta passeggiata in compagnia del cane.

Sarebbe il corpo di Peter Neumair, l’avvocato lo riconosce da un dettaglio

Avvistato il cadavere è immediatamente scattata la segnalazione ai Carabinieri che sono giunti sul luogo per tutti gli accertamenti e i rilievi del caso.

Era circa mezzogiorno quando è giunta la prima telefonata. Giunti anche i Vigili del Fuoco sul luogo, hanno proceduto con il recupero del corpo dal fiume: da una prima analisi visiva sembra sia stato subito possibile confermare che il cadavere si trovasse nelle acque da lungo tempo – riporta Ansa -, versante infatti in un avanzato stato di decomposizione.

Secondo le indagini preliminari, a permettere il rintracciamento del corpo oggi sarebbe stato l’innalzamento delle temperature che avrebbe così permesso con più facilità al corpo di riaffiorare.

La prima persona che avrebbe identificato nel corpo Peter Neumair sarebbe stato l’avvocato della figlia della coppia Carlo Bertracchi, come riporta Quotidiano.net, che l’avrebbe riconosciuto soprattutto dall’orologio rinvenuto sul cadavere.

Il figlio Benno aveva confessato l’omicidio dei genitori

Per l’omicidio e poi l’occultamento nelle acque dei cadaveri della coppia di Bolzano aveva confessato, dopo un lungo silenzio, il figlio Benno nella notte tra il 28 e il 29 gennaio scorso. Successivamente alla sua confessione, il figlio Benno era stato sottoposto ad una perizia psichiatrica.

In corso in questi momenti tutti gli esami che andranno a verificare l’effettiva identità del corpo tra cui l’esame del dna che la Procura di Bolzano ha già disposto nel corso di queste ore.

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