sacerdote di enna arrestato per violenza su minori

Cresce lo scandalo sul sacerdote arrestato a Ferrara dalla squadra mobile di Enna per presunta violenza sessuale su minori. Per la Procura potrebbero esserci numerose vittime dell’uomo, che avrebbe compiuto abusi nel suo periodo da seminarista ma anche successivo alla nomina. Dalla famiglia di una presunta vittima, emerge ora che sarebbero stati offerti soldi per mettere a tacere la vicenda.

Sacerdote arrestato per violenza su minori: offerti 25mila euro alla vittima

La notizia è stata rilanciata nella giornata di oggi: don Giuseppe Rugolo, sacerdote della diocesi di Piazza Armerina (Enna), è stato arrestato a Ferrara con la pesante accusa di violenza sessuale su minore.

I fatti risalirebbero ad un periodo in cui l’uomo, oggi 40enne, era ancora seminarista e coinvolgerebbero, per la Procura, almeno 3 vittime, tutte minorenni.

Dai legali di una di queste, si apprende da numerose fonti, arriva ora una notizia che potrebbe far accrescere ulteriormente lo scandalo. Nell’ottobre del 2019, i familiari della giovane vittima dei presunti abusi avrebbero ricevuto, tramite la Caritas, un’offerta da 25mila euro in cambio di una clausola di silenzio.

Sacerdote di Enna arrestato: procedimento ecclesiastico aveva confermato le violenze

Secondo quanto riportato da fonti locali, la vicenda in questione si riferisce ad una denuncia per abusi che la presunta vittima ha fatto nei confronti del sacerdote di Piazza Armerina.

Una segnalazione fatta direttamente al vescovo, che avrebbe portato ad un provvedimento ecclesiastico: questo, avrebbe di fatto appurato che un abuso sessuale c’era stato, ma all’epoca in cui Rugolo era seminarista.

Non è la sola, però: sarebbero infatti almeno tre le vittime accertate dalla Procura, che oggi ha fatto arrestare il sacerdote a Ferrara, dove si era trasferito, dalla Squadra Mobile di Enna assieme ai colleghi estensi.

Sacerdote arrestato: l’appello della Procura alle possibili vittime

Secondo gli inquirenti, la vicenda potrebbe però essere ancora più grande. Per questo, è stata richiesta la collaborazione di coloro che all’epoca dei fatti, tra il 2009 e il 2013, si trovavano a Enna. Le indagini, avrebbero dimostrato la “piena genuinità dei fatti denunciati. Nel corso delle indagini sono emersi ulteriori reati commessi ai danni di altri due minori, nei confronti dei quali l’indagato ha svolto ruolo di guida spirituale“.

Il procuratore capo Massimo Palmieri, riportano le fonti, ha sottolineato: “Noi ci auguriamo che qualche altra presunta, e noi riteniamo probabile, ulteriore vittima delle attenzioni sessuali del sacerdote, si faccia avanti“.

Viene inoltre posto l’accento sul fatto che il sacerdote era “educatore e formatore spirituale dell’autore di questi fatti, educatori a cui i genitori si rivolgono e affidano speranzosi i loro figli. Questi comportamenti rappresentano una sorta di tradimento per i genitori che si sono fidati“.