delitto di Avellino, le chat dei fidanzati accusati

Nuovi elementi si innestano nell’ambito delle indagini sull’omicidio del 53enne Aldo Gioia ad Avellino, secondo le ipotesi dell’accusa ucciso dal fidanzato della figlia con la sua complicità. A Pomeriggio Cinque, mostrati i passaggi di alcuni dei messaggi che i due fidanzati si sarebbero scambiati in chat prima del delitto. Conversazioni in cui, stando alla ricostruzione. finora emersa, emergerebbe l’ombra della premeditazione di una strage familiare.

Delitto di Avellino: le chat tra la figlia di Aldo Gioia e il fidanzato

A Pomeriggio Cinque, è stato state mostrato al pubblico un estratto di quelle che sarebbero state le conversazioni via chat tra Elena Gioia e Giovanni Limata, rispettivamente figlia e genero di Aldo Gioia, ucciso ad Avellino con diverse coltellate.

Si tratterebbe di messaggi che, secondo quanto riportato nella trasmissione, lascerebbero poco margine al dubbio sulla premeditazione di una strage familiare. “Mi manchi, quando li uccidiamo?“, si sarebbero detti, e ancora, la ragazza avrebbe risposto così al fidanzato che le chiedeva di vedersi: “Dobbiamo prima ucciderli“.

Secondo quanto finora emerso, nell’immediatezza dell’omicidio si sarebbe delineata l’ipotesi che la coppia meditasse un piano per sterminare l’intera famiglia della 18enne.

Delitto di Avellino, Aldo Gioia ucciso a 53 anni: il punto sulle indagini

I funerali di Aldo Gioia si sarebbero tenuti il 27 aprile scorso, in costanza delle indagini serrate sulla sua atroce fine. Davanti alle domande del Gip, riporta l’Ansa, i due indagati si sarebbero avvalsi della facoltà di non rispondere.

Per Giovanni Limata, 23 anni, e la figlia della vittima, Elena Gioia, sua fidanzata, è stato convalidato l’arresto e i due giovani si troverebbero reclusi nel carcere di Avellino. La madre della 18enne e gli zii, fratelli di Aldo Gioia, avrebbero atteso in tribunale l’esito dell’udienza di convalida.

Nessuno dei congiunti del ragazzo, riporta ancora l’Ansa, sarebbe stato presente.

Agli agenti della Squadra mobile di Avellino, in sede di confessione, il 23enne accusato di essere esecutore materiale del delitto avrebbe dichiarato che il piano per sterminare l’intera famiglia della fidanzata – con l’omicidio anche di madre e sorella della ragazza -, sarebbe stato voluto e organizzato proprio da lei.

Il giornale Otto Pagine riporta le dichiarazioni che un’amica della 18enne avrebbe fatto ai cronisti nel giorno delle esequie di Aldo Gioia: “Elena non avrebbe mai fatto del male al padre, ha cercato spesso di liberarsi di Giovanni ma non ce l’ha mai fatta.

Viveva un momento difficile ma non sarebbe mai stata capace di fare una cosa del genere se non spinta da qualcuno. Secondo me, in parte, è stata manipolata“.