fedez e salvini

Il discorso tenuto da Fedez sul palco del concertone del Primo Maggio ha provocato un terremoto di reazioni, alcune più consone di altre, sia per quanto riguarda il Ddl Zan sia per la tentata censura della Rai. La politica italiana risponde a questo attacco del rapper contro un “sistema” sclerotizzato mostrando buon viso a cattivo gioco, come fa Matteo Salvini, o tentando di salire sul carro della lotta, come il PD, a cui però la mossa riesce male. Si levano inoltre anche voci di artisti che hanno fatto spesso le spese della censura della Rai, come Sabina Guzzanti. E sui social e fuori, l’intervento di Fedez solleva la polemica politica.

Le reazioni politiche al discorso di Fedez al Primo Maggio

Dopo l’intervento di Fedez sul palco del Primo Maggio, in cui ha messo in mostra vizi e debolezze di una classe politica apatica e calcolatrice, le reazioni non si sono fatte attendere. Il Partito Democratico ha tentato con poco successo di rivendicare il fatto che il firmatario della legge contro le discriminazioni per genere e identità di genere sia un dem, Alessandro Zan.

Ma la poca convinzione con cui il PD ha sostenuto l’approvazione della legge (calendarizzata al Senato) e ha lottato per un dibattito sul tema dei diritti si è rivelato un boomergang.

Il ringraziamento a Fedez, ma sui social è attacco al PD

Grazie Fedez per sostenere questa battaglia di civiltà contro discriminazioni, odio e violenze. Il PD non si arrende, andremo avanti fino a quando non avremo raggiunto questo traguardo”, ha twittato il PD riportando le parole del Ddl Zan.

Sotto il post però le reazioni non sono state tenere. “Certo grazie Fedez. Ma in Parlamento ci siete voi e voi dovreste avere lo stesso coraggio e impegno“, scrive un utente, “Ah, chi ha nominato i vertici RAI? Avrete ora il coraggio di fare una seria interrogazione parlamentare?

Perché altrimenti restano solo parole“. Il tono dei commenti è su questa linea, con molti che chiedono al Partito Democratico di mostrare maggiore impegno: “In 5 minuti un cantante ha detto quello che voi, partito di pseudo sinistra, non avete avuto il coraggio di dire su diritti civili e Rai in anni e anni di politica“.

Il tweet del PD
Il tweet del PD

Salvini invita Fedez a bere un caffè

Da parte del leader della Lega Matteo Salvini c’è un correre ai ripari, dopo le vergognose frasi di alcuni esponenti del partito citati da Fedez, uno dei quali addirittura ha dichiarato che se avesse un figlio gay “lo brucerei nel forno“.

Salvini, in un post su Facebook, ha scritto: “Adoro e difendo la libertà di pensare, di scrivere, di parlare, di amare. Ognuno può amare chi vuole, come vuole, quanto vuole. E chi discrimina o aggredisce va punito, come previsto dalla legge“.

Il leader della Lega ha poi reiterato l’invito già fatto a Fedez a bere un caffè insieme: “Reinvito Fedez a bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e di diritti.Il diritto alla vita ed all’amore sono sacri, non si discutono“, scrive, per poi riportare alcune posizioni anti-abortiste e contro l’identità di genere (questa riconosciuta come diritto da sentenze dalla Corte europea dei diritti dell’uomo e dalla Corte Costituzionale).

Per me anche il diritto di un bimbo a nascere da una mamma e un papà è sacro, mentre il solo pensiero dell’utero in affitto e della donna pensata come oggetto mi fanno rabbrividire. Così come, da padre, non condivido che a bimbi di 6 anni venga proposta in classe l’ideologia gender, o si vietino giochi, canti e favole perché offenderebbero qualcuno. Non scherziamo“, conclude Salvini.

Il post su Facebook di Matteo Salvini

Gli artisti con Fedez: il commento di Sabina Guzzanti

Dal lato di artisti e colleghi di Fedez, la presa di posizione è molto diversa e tanti si stanno esprimendo sul tentativo di censura della Rai.

In primis Sabina Guzzanti, che ha visto soppresso nel 2003 il suo programma satirico RaiOt, nonostante il successo in termini di share. “Se tutti quelli a cui viene chiesto costantemente di rinunciare ad esprimersi liberamente, reagissero con un centesimo dell’energia di Fedez avremmo una spendida tv, informazione vera e soprattutto intelligenza che circola“, twitta Guzzanti.

A ricordare l’esperienza di RaiOt è anche il direttore di La7 Andrea Salerno, ex autore Rai: “Libertà di Fedez. Poco altro da aggiungere. Anzi, qualcosa da aggiungere invece c’è. La censura, e so di cosa si parla (Raiot per esempio?), è la pratica più odiosa e indecente“. Messaggi di appoggio a Fedez arrivano anche da colleghi musicisti, come il rapper Frankie hi-nrg mc: “Che dei politici vogliano impedire la diffusione di messaggi politici in una manifestazione dei sindacati, se ci rifletti, è un po’ come sputtanarsi con un selfie, no? Bravo Fedez, #diccelo“. Le reazioni continuano e il polverone sollevato dal rapper di certo (e speriamo) non si poserà tanto presto.

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