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Il delirante insulto alla comicità, e non solo, che è stato il monologo sul politicamente corretto di Pio e Amedeo ha trovato una risposta nella pacatezza e nell’equilibrio di Michele Bravi. L’artista, dal palco del Primo Maggio, ha risposto alla sequela di chiacchiere da bar del duo comico, che si riassume in “eh, ma non si può più dire niente”.

Pio e Amedeo hanno continuato la fine esposizione con il repertorio di insulti prerogativa degli uomini bianchi, a cui non verrano mai rivolti. Lo sproloquio per frustrati da questi “noiosi” che chiedono diritti civili e pari trattamento, è infatti continuato con l’urlo di parole come “ne*ri”, “f*oci” e compagnia bella.

Michele Bravi ricorda da cantautore che le parole sono importanti, e spiega quanto sia stato difficile per lui trovarle per esprimere se stesso, contro stereotipi e odio di genere.

Michele Bravi a Pio e Amedeo: “Le parole sono importanti”

Fedez non è stato l’unico a togliersi qualche sassolino dalla scarpa e a entrare a gamba tesa nel dibattito sulla tutela dei diritti, accusando la Lega di omofobia per aver bloccato il Ddl Zan. Dallo stesso palco anche Michele Bravi ha voluto dire la sua su un argomento che sembrerà diverso, ma che in realtà poggia sulle stesse basi di pregiudizi e perpetrazione di un’idea di società per cui se non rientri in certi canoni non meriti equità di trattamento e protezione.

Io volevo fare solo una piccola riflessione, perché in questi giorni si è parlato tantissimo dell’uso delle parole“, ha esordito Michele Bravi, “E qualcuno ha anche detto che l’intenzione è molto più importante delle parole che si usano e io una cosa da cantautore la voglio dire: io uso le parole proprio per raccontare la visione creativa del mondo e per me le parole sono importanti tanto quanto le intenzioni. Le parole scrivono la storia“.

L’esperienza di Michele Bravi

Michele Bravi continua spiegando come, riguardo le parole, “anche quelle più leggere possono avere un peso da sostenere enorme. La mia community lo sa bene e io ci ho messo tanti anni a trovare le parole giuste per raccontare il mio amore per un ragazzo“. Prima dell’esibizione di Mantieni il bacio, il cantante ha concluso: “Per me è un’onore farlo adesso su questo palco, grazie a voi di avere ancora voglia di ascoltare gli artisti e di dare il giusto peso alle parole“.

Felicissima sera, Pio e Amedeo contro il politicamente corretto

Il monologo di Michele Bravi entra in polemica con quello di Pio e Amedeo, che hanno sfruttato il grande successo di Felicissima sera, il loro programma andato in onda su Canale 5, per lanciare un attacco alla trasformazione della sensibilità dell’audience.

Più che una seria riflessione sull’evoluzione della comicità ai tempi del politicamente corretto, Pio e Amedeo hanno attinto da una serie di luoghi comuni e di insulti su genere, razza e orientamento sessuale.

Non ci posso pensare a questo fatto, che non si può più dire niente, non lo digerisco“, ha esclamato Amedeo, “Oggi contano più le parole che le intenzioni, più il significato che ci metti dentro“.

Il comico ha poi continuato sostenendo che a fare la differenza è la “cattiveria” con cui vieni insultato. Con un ragionamento degno dei giardinetti di una scuola elementare, il duo comico sostiene che se chiami qualcuno “ne*ro” per invitarlo a pranzo, questo non dovrebbe sentirsi offeso.

Il duo comico va oltre, spiegando a chi subisce discriminazioni come dovrebbe comportarsi. “Vi dicono ne*ro? Voi ridetegli in faccia, li disarmate. Anche sugli ebrei, sull’avarizia degli ebrei, scherziamoci su. Se vi chiamano ri**hione, ridetegli in faccia“.

Il vittimismo di Pio e Amedeo

L’apice del “coraggioso” attacco all’egemonia culturale non si sa di chi, arriva quando Pio e Amedeo mettono le mani avanti. “Meglio non addentrarsi“, ribatte Pio, facendo finta di dissociarsi, “Tu dici delle cose che possono essere fraintese, non ci vedremo mai più (in televisione, nda). Non puoi dire certe cose, stai in Italia. Fatti i ca**i tuoi. Caro Amedeo tu hai detto delle cose che sono robe pericolose. Perché l’hai fatto? Non ti devi mai esporre. Magari domani qualcuno ci critica e tutti i nostri sacrifici spariscono nel vuoto“.

La furia social per Pio e Amedeo

Lo sproloquio, purtroppo, non sparisce nel vuoto, e il giorno dopo la discussione su quanto detto investe Pio e Amedeo. “Io sono rimasto al ‘quando vi chiamano fro*io voi sorridete’. Sapete, Pio e Amedeo, a 24 anni io ho sorriso a chi mi ha urlato ‘Fro*io di merda’ durante una fiera, mentre ero con i miei amici. Poi mi sono ritrovato in un’ambulanza, poi all’ospedale. Però ho sorriso eh…“, commenta un utente.

La Storia Instagram di Aurora Ramazzotti su Pio e Amedeo
La Storia Instagram di Aurora Ramazzotti su Pio e Amedeo

Moltissimi hanno condiviso il monologo fatto Tiziano Ferro a Che Tempo Che Fa nel 2019, in cui l’artista ha spiegato che le parole un peso ce l’hanno eccome. Ferro ha raccontato come gli insulti e il bullismo ai danni di adolescenti “troppo fragili” abbia avuto dolorose conseguenze sulla vita di molte persone.

Il parallelo su Fedez e Pio e Amedeo

Non è mancato infine chi, come Beatrice Brignone, segretaria di Possibile, abbia visto la differenza di trattamento per i monologhi del duo comico e di Fedez. “Volete capire cosa è pericoloso dire in TV e cosa no? Guardate com’erano tranquilli Pio e Amedeo ieri, guardate come trema Fedez oggi“, ha twittato Brignone.

In molti hanno osservato come Pio e Amedeo si sono sentiti sicuri di dire oscenità nel loro programma, raccogliendo anche il plauso del pubblico, mentre sul fronte opposto Fedez si è visto un tentativo di censura del suo intervento. A perderci, sicuramente, in questi due giorni, è stata la televisione, specchio di una società ideologizzata sì, ma non per colpa del politicamente corretto.

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