green pass

Ieri Mario Draghi ha finalmente annunciato l’entrata in vigore del green pass. Il presidente del Consiglio ha detto che a partire dalla seconda metà di maggio, il governo introdurrà il cosiddetto pass verde nazionale che permetterà di viaggiare tra le regioni d’Italia. Il pass tutto italiano arriverà circa un mese prima di quello europeo, che consentirà di viaggiare tra i Paesi dell’Unione Europea.

Green pass nazionale: come funziona

Come funziona, quindi, e chi può avere questo nuovo pass che consentirà non solo i viaggi di lavoro ma, sembra, anche quelli turistici. Il Green pass nazionale spetterà a chi è stato vaccinato e a chi può esibire un tampone molecolare negativo realizzato entro le 48 ore precedenti allo spostamento.

Anche i minori dovranno necessariamente avere il pass per poter viaggiare, esenti i bambini di età inferiore ai 2 anni. “Può avere il certificato verde chi ha completato il ciclo di vaccinazione (dura sei mesi dal termine del ciclo prescritto), chi si è ammalato di covid ed è guarito (dura sei mesi dal certificato di guarigione), chi ha effettuato test molecolare o test rapido con esito negativo (dura 48 ore dalla data del test)“, chiariva l’ultimo decreto.

Il pass potrà essere rilasciato anche dal medico di famiglia.

Sappiamo che gli spostamenti tra regioni nell’ultimo anno sono stati resi possibili solo in casi eccezionali, quelli quindi consentiti dall’autocertificazione. Adesso il pass vaccinale permetterà di viaggiare “da una Regione all’altra anche se si tratta di zone rosse o arancioni“, rivela Palazzo Chigi.

Green pass europeo

Il premier Mario Draghi è intenzionato a rilanciare il turismo italiano. Quindi prima il pass arriverà in Italia, e poi, da giugno, a livello europeo. Da quello che si sa il pass potrà essere “conservato” in un’app dotata di codice Qr, oppure in formato cartaceo.

La sperimentazione comincerà lunedì prossimo e avverrà in 16 Paesi, tra cui l’Italia.

Questo, come quello italiano, dovrà testimoniare l’avvenuta vaccinazione contro il Covid-19 e il numero di dosi ricevute, la guarigione dal virus nei precedenti sei mesi e la presenza dei relativi anticorpi (mediante test), oppure, in ultimo, l’esito negativo di un tampone, Pcr o rapido.

Il pass sarà certificato con firma elettronica e per rispetto della privacy, si sottolinea che i dati personali non potranno essere conservati nel Paese di destinazione, né in un database europeo.