5 parlamentari hanno chiesto e ottenuto il bonus da 600 euro dell’Inps durante la pandemia coronavirus. Zingaretti e Di Maio: “Vergogna”

Roma, la Ragioneria generale dello Stato boccia un emendamento fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle. È stata infatti bloccata la norma inserita dal Parlamento del dl Sostegni per la “cedibilità del credito di imposta nell’acquisto dei beni strumentali relativamente al Piano Transizione 4.0”. La misura è anche nota come “superbonus per le aziende”.

Stop della Ragioneria generale dello Stato al “superbonus per le aziende”

In queste ore la Ragioneria generale dello Stato ha fatto sapere che bloccherà la modifica richiesta dal Movimento 5 stelle di rendere “cedibile” il credito di imposta Transizione 4.0 per le aziende.

Il gruppo aveva proposto di fare in modo che gli incentivi all’ammodernamento degli impianti diventassero simili al Superbonus del 110% per le ristrutturazioni. Così facendo anche le imprese avrebbero potuto godere degli “sconti in fattura” per acquistare beni coperti dall’incentivo. La decisione della Ragioneria boccia l’approvazione di tale emendamento e pare che anche il Superbonus del 110% sia a rischio.

Bocciato il Superbonus per le aziende: le motivazioni della Ragioneria di Stato

Come spiega Il Messaggero, la decisione della Ragioneria generale dello Stato giunge dopo un confronto con l’Eurostat.

L’ente statistico europeo ha infatti cambiato opinione su quale sia il modo più adatto di gestire le cessioni dei crediti d’imposta nei conti pubblici. La Ragioneria ha sottolineato il rischio che questi sconti fiscali siano qualificati come “pagabili immediatamente”. Se così fosse infatti, i crediti risulterebbero come facenti parte del deficit del primo anno di utilizzo, indipendentemente dall’effettivo utilizzo in compensazione.

La Ragioneria teme gravi ripercussioni sulla finanza pubblica e spiega: “Gli effetti potrebbero essere particolarmente significativi per quei crediti che, come industria 4.0, prevedono una fruizione in quote annuali, perché l’impatto sul deficit sarebbe anticipato interamente al primo anno di utilizzo, indipendentemente dall’effettivo utilizzo in compensazione”.

Ciò che si teme è una doppia pressione su deficit e debito, che finirebbero per aumentare. Ad oggi Eurostat non ha comunicato alcuna decisione definitiva, ma ha invitato alla riflessione sulla questione.

Non solo il Superbonus: gli altri stop

La Ragioneria ha chiarito che proprio a causa di questi effetti, il Superbonus per le aziende non può essere approvato: “Non è possibile, allo stato, assentire proposte di estensione della cedibilità ad altre tipologie di crediti”.

Come riporta l’Ansa inoltre, saranno bocciate anche la cessione del credito e lo sconto in fattura sul bonus mobili ed elettrodomestici.

La reazione del Movimento 5 Stelle alla bocciatura del Superbonus

Il Movimento 5 stelle non ha accolto favorevolmente la notizia della bocciatura del Superbonus per le aziende. In queste ore ha infatti parlato di “sgambetto” e di “decisione politica” da parte della Ragioneria generale dello Stato. “Cominceranno delle interlocuzioni con la Ragioneria e parallelamente un processo di seria riflessione su quello che sarà il voto del M5S alla fiducia al Senato” ha affermato furioso Ettore Licheri, capogruppo di M5S nella giornata di ieri.

Il gruppo sembra aver intenzione di proporre nuovamente il Superbonus delle aziende, presentandolo per il decreto sostegni 2. Dichiarando di non poter accettare quanto deciso in commissione, i pentastellati ritengono che la Rgs abbia valutato in maniera inadeguata le possibili conseguenze del Superbonus.

La misura proposta dai Cinquestelle era emerse insieme a un ulteriore progetto del gruppo. Nello specifica si trattava di una piattaforma elettronica per certificare e controllare la circolazione dei crediti di imposta immessi nel sistema e collegati alle agevolazioni.

L’idea nasce per rendere i crediti utilizzabili come moneta fiscale per pagare beni e servizi.