raid israeliani nella striscia di gaza

Non sembra destinata a migliorare la situazione nella Striscia di Gaza, dove si consuma un conflitto con radici profonde, tra Israele e i palestinesi, che ora si fronteggiano con violenza rischiando di far deflagrare il Medio Oriente. Le tensioni sono andate aumentando nell’ultimo mese, con un braccio di ferro sempre più duro con epicentro Gerusalemme Est, ma ora le proteste palestinesi contro Israele si sono allargate ad altre città.

Piovono missili di Hamas su Gaza, mentre i raid israeliani continuano e, come dichiarato dal ministro della Difesa israeliano, non finiranno fino a che la situazione non sarà tornata sotto controllo.

Israele ha infatti rifiutato il cessate il fuoco chiesto da Hamas, mentre si è riunito il Consiglio di Sicurezza dell’ONU per evitare un’escalation. Non sarebbe però stato possibile arrivare a una risoluzione per l’opposizione degli Stati Uniti.

Pioggia di razzi su Gaza, salgono le vittime dell’ultimo scontro tra Israele e Hamas

Le violenze aumentano nella Striscia di Gaza, dopo i primi conflitti iniziati lunedì a Gerusalemme Est. Sono più di mille i razzi lanciati da Hamas, secondo il Al Jazeera, che cita l’esercito israeliano. Le difese israeliane, tramite Iron Dome, è riuscita a intercettarne circa il 90%.

A questi è stato risposto con raid aerei israeliani, che hanno preso di mira i centri nevralgici dell’organizzazione politico-religiosa estremista palestinese e alcune moschee. Tra questi, l’ultimo obiettivo è stato il palazzo Al-Shourouk, un edificio di 10 piani dove ci sarebbero stati diversi membri di Hamas.

Le vittime finora sono 62, tra cui 14 bambini, da parte palestinese, mentre Israele registra 6 morti, tra cui un bambino di 6 anni. La rappresaglia palestinese ha visto un’escalation dopo l’uccisione di Bassem Issa, uno dei comandanti di Hamas a capo delle operazioni nella Città di Gaza, e di diversi altri operativi.

Israele sarebbe pronta a invadere Gaza

Secondo il New York Times, che ha interpellato un militare dell’esercito israeliano, Israele sarebbe pronta a invadere la Striscia di Gaza, dopo i bombardamenti aerei. Isreale avrebbe rifiutato il cessate il fuoco che sarebbe stato richiesto da Hamas, preparandosi a un’intensificazione delle operazioni.

Benny Gantz, ministro della Difesa israeliano, ha dichiarato che l’esercito israeliano continuerà a colpire e che non c’è una data precisa sulla fine dell’offensiva.

Rivolta palestinese a Lod

Le operazioni israeliane e l’uccisione dei comandanti di Hamas hanno acceso la miccia in altre città israeliane, abitate anche da arabi.

Ci sono stati scontri a Lod, dove è stata data alle fiamme una sinagoga, e dove ci sono stati lanci di pietre. I razzi dalla Striscia di Gaza sono indirizzati anche alle città costiere di Ashkelon e Tel Aviv.

Le reazioni internazionali: dall’ONU niente risoluzione

Si è riunito in sessione straordinaria il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ma non ci sarebbe stata una risoluzione per l’opposizione degli Stati Uniti, secondo l’AFP. Alcuni diplomatici hanno riferito all’agenzia stampa che le votazioni avrebbero visto 14 dei 15 membri favorevoli, non raggiungendo quindi l’unanimità.

Una situazione definita “anomala”, arenatasi per la volontà statunitense di non attribuire le responsabilità dell’escalation a entrambi le parti.

Nella risoluzione, l’Onu avrebbe chiesto lo stop dei lanci di Hamas verso Israele e alla parte israeliana avrebbe chiesto di fermare lo sgombero del quartiere palestinese di Gerusalemme Est, Sheikh Jarrah. Lo spostamento forzato delle famiglie palestinesi da Sheikh Jarrah è stata la miccia delle violenze, ed è stato poi congelato come deciso dalla Corte Suprema israeliana.

Biden ha sentito Benjamin Netanyahu

Il presidente statunitense Joe Biden avrebbe sentito telefonicamente il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Biden ha assicurato che l’amministrazione della Difesa e della sicurezza “è in stretto contatto con le controparti in Medio Oriente“, anche in Arabia Saudita ed Egitto.

La mia speranza è che le ostilità cessino presto“, ha dichiarato il presidente, aggiungendo però che “Israele ha il diritto di difendersi quando razzi volano sul proprio territorio“. Domani a Gaza dovrebbe arrivare un gruppo di mediatori internazionali a guida egiziana per perorare la fine dello scontro.