Le Iene anticipazioni puntata martedì 25 maggio: dall'Ambulanza della morte alle vicende di Iannone e di Calcagni

Le Iene, programma condotto da Alessia Marcuzzi e Nicola Savino con la Gialappa’s Band, torna stasera martedì 25 maggio, dalle 21.10 su Italia 1. Tra i numerosi servizi, le anticipazioni fornite da Mediaset e Le Iene riportano quelli sull’Ambulanza della morte e sulle vicende di Andrea Iannone e del colonello Carlo Calcagni.

Le Iene, anticipazioni puntata del 25 maggio: i nuovi sviluppi sull’Ambulanza della morte

Stasera Le Iene presenteranno un servizio realizzato dall’inviata Roberta Rei sui nuovi sviluppi dell’inchiesta Ambulanza della morte. Si tratta di un caso segnalato nel 2017 proprio da Le Iene grazie a due testimoni chiave.

A Biancavilla, in provincia di Catania, tra il 2012 e il 2016, due barellieri, avrebbero accelerato il decesso di alcuni pazienti gravemente malati mentre li trasportavano su un’ambulanza privata dall’ospedale a casa. Per realizzare ciò, avrebbero provocato delle embolie tramite iniezioni d’aria. In questo modo, i due barellieri avrebbero guadagnato di più dal trasporto di persone ormai decedute, dalla vestizione funebre e dal servizio funebre completo. Tali soldi sarebbero poi stati divisi con clan mafiosi della zona.

A denunciare il fatto a Le Iene nel 2017, due proprietari di un’agenzia funebre, stufi delle pressioni ed estorsioni subite dai barellieri per conto dei clan mafiosi.

Dopo la loro confessione, tali testimoni sarebbero entrati a far parte di un programma di protezione. Stasera, a pochi giorni dalla condanna all’ergastolo per il barelliere Davide Garofalo, uno dei due testimoni svelerà a Le Iene la propria identità. Il motivo sarebbe la delusione maturata in questi anni e, come emergerebbe dal video delle anticipazioni, dal fatto che lo avrebbero tolto dal programma di protezione. L’inviata del Le Iene proverà a chiarire la vicenda con il senatore Vito Crimi, che si era occupato della protezione testimoni.

Le Iene, anticipazioni della puntata di stasera: la vicenda di Andrea Iannone sul presunto doping

Le Iene stasera faranno il punto sulla vicenda di Andrea Iannone. Oltre a essere famoso per le sue relazioni d’amore (vere o presunte), è un pilota di MotoGP. Nel 2019 lo stop: la Wada (World Anti-Doping Agency), lo squalifica per doping. Il motivo sarebbe stato il ritrovamento nelle urine del motocilista di un nanogrammo di drostalone dopo un GP in Malesia. Si tratta di uno steroide utilizzato per ingrossare i muscoli. Nonostante la quantità minima e il test del capello risultato negativo, l’agenzia mondiale anti-doping ha condannato Iannone a 4 anni di squalifica, fino al 2023.

Tuttavia, secondo gli esperti, ci sarebbero prove scientifiche per dimostrare che non si sarebbe trattato di doping bensì di un’intossicazione alimentare.

La iena Alessandro De Giuseppe si è confrontato con Pascal Kintz, esperto di tossicologia e sostenitore dell’anti-doping. La quantità minima di drostalone trovata nelle urine di Iannone dimostrerebbe che il motociclista avrebbe assunto la sostanza una sola volta. Cosa quindi assolutamente inutile a livello agonistico.

Oppure, più probabilmente, che la sostanza sia entrata non volontariamente ma a causa di un’intossicazione alimentare. Dello stesso parere anche Jorge Viegas, presidente della Federazione Internazionale del Motociclismo (FIM), che avrebbe proposto di ridurre la pena. A questo punto l’inviato avrebbe provato a contattare la Wada e il Tribunale dello Sport per un confronto, ma questi non avrebbero acconsentito.

Le Iene, anticipazioni del 25 maggio: la vicenda del colonnello Carlo Calcagni

Stasera Le Iene si occuperanno poi anche della vicenda del colonnello Carlo Calcagni.

Si tratta di un ex pilota dell’esercito e oggi anche campione paraolimpico, rimasto vittima di inalazioni di uranio impoverito durante una missione di pace in Bosnia nel 1996. In quegli anni, infatti, l’esercito americano avrebbe utilizzato armi contenenti metallo tossico. In ogni caso, prima dell’utilizzo, avrebbe inviato indicazioni sul comportamento da tenere e sulle protezioni da attuare in caso di esposizione ma non tutti i militari ne furono informati dai vertici.

Numerosi i casi di malattia come nel caso del colonnello Calcagni: patologie croniche degenerative e irreversibili. Secondo quanto riportato da Le Iene, nel 2007 il Ministero della Difesa riconobbe a Calcagni un’indennità e una pensione di invalidità al 100% ma nel 2017 gli venne negata la richiesta di un risarcimento, richiesto dal militare perché, a suo parere, lo Stato non lo avrebbe tutelato adeguatamente in missione.

Alla mancata concessione di risarcimento, Calcagni volle accedere agli atti per conoscerne le motivazioni. Il Ministero della Difesa, tuttavia, si oppose per “Segreto di Stato sulla documentazione”. Nel 2019, il Tar condannò il Governo a esibire la documentazione. Solo in quel momento, come riportano le fonti, sarebbe venuto alla luce che la richiesta sarebbe stata respinta a fronte di una mancata attività di Calcagni che “non avrebbe svolto attività di volo nei Balcani“.

Stando però alla versione di Calcagni il suo compito durante la missione fu proprio quello, come riscontrabile da numerose prove e documenti. Ad oggi il colonnello torna a chiedere al Ministero della Difesa il risarcimento simbolico di un solo euro unito a delle scuse pubbliche nei suoi confronti e dei tanti nella sua stessa situazione. L’inviato Luigi Pelazza ha affrontato il caso con l’ex Ministro della Difesa Elisabetta Trenta che aveva approfondito le carte a supporto della tesi di Calcagni.