Carla Fracci, la vita dell'étoile che vestiva solo di bianco: la carriera, il matrimonio e l'amore per il figlio Francesco

La morte di Carla Fracci rappresenta un vuoto destinato a essere incolmabile. Conosciuta in tutto il mondo come la regina della danza, Carla Fracci è stata l’unica ballerina al mondo a godere di rinomati riconoscimenti come quello di “prima ballerina assoluta“. L’étoile è morta all’età di 84 anni dopo quella che sembra essere stata una lunga battaglia contro un tumore.

Nata e morta nella sua Milano, è stata lei la donna che ha portato nel mondo la Scala, l’Italia e la danza calcando i più grandi teatri del globo.

Carla Fracci: le umili origini e i primi passi alla Scala di Milano

Un successo tale quello di Carla Fracci da poter godere già in vita d’esser citata ad antonomasia, emblema della danza a livello mondiale.

Nata a Milano nel 1936, la Fraccia vide la luce in una famiglia umile con il padre alpino e la madre operaia. Il secondo conflitto mondiale la obbligò, insieme alla sua famiglia, a cercare riparo nelle campagne di Volongo, dove viveva la nonna materna, e dove Carla Fracci trova la sua dimensione tra bucolici paesaggi, immersa nella natura. In una delle numerose giornate trascorse al Circolo ricreativo dell’azienda di trasporto dove successivamente lavorò il padre, amici e conoscenti iniziano ad avere occhio per le sue movenze facendo notare il suo essere portata per il mondo della danza.

E tutto ha avuto inizio proprio lì, laddove è diventata successivamente regina, alla Scala di Milano. Ambientatasi con difficoltà tra le mura del Teatro per quella naturale nostalgia nei confronti della natura, fu Margoy Fonteyn a inserirla nel contesto e a farle apprezzare quel Teatro che da lì a poco sarebbe diventata la sua casa. Fin dalla giovane età Carla Fracci è già una stella, dotata di un talento ameno, unico nel suo genere: una carriera straordinaria quella della ballerina destinata a essere definita dal New York Timesprima ballerina assoluta.

Continuano i suoi studi in quel della Scala di Milano, iniziati ad appena 10 anni nel 1946 e che l’hanno portata a diventare prima ballerina nel 1958.

La carriera a passi di danza in giro per il mondo: dal Royal Ballet al Teatro dell’Opera di Roma

London Festival Ballet, Sandler’s Wells Ballet (ora Royal Ballet) sono solamente alcune delle più rinomate compagnie di ballo straniere dove approda la Fracci tra gli anni ’50 e ’70. “È questo il solo fiore che rimane con qualche metro d’un tuo dulcamara. A te bastano i piedi sulla bilancia per misurare i pochi milligrammi che i già defunti turni stagionali non seppero sottrarti“, scrive della Fracci Eugenio Montale in una poesia a lei dedicata nel 1969, quando la Fracci aveva momentaneamente abbandonato la scena per portare a termine la sua prima gravidanza.

Dopo un’eccelsa carriera al centro del palcoscenico, l’étoile si dedica all’insegnamento e alla direzione divenendo direttrice negli anni ’80 del corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli, alla fine degli anni ’90 di quello dell’Arena di Verona, dal 2000 al 2010 di quello di Teatro dell’Opera di Roma.

Appena un anno fa, nel 2020, la Fracci era stata insignita del premio alla carriera da parte del Senato della Repubblica Italiana.

L’incontro con Beppe Menegatti, il matrimonio e la nascita del figlio Francesco

Quanto alla vita privata della Fracci, risale al 1964 il suo matrimonio con il regista Beppe Menegatti, tra i curatori di numerosi spettacoli in cui danzò la moglie. Dal loro amore nacque il loro unico figlio nel 1969, Francesco Menegatti che nella vita, nonostante le suggestioni dei genitori, ha intrapreso una sua carriera nel mondo dell’architettura. In una delle ultime interviste pubbliche della Fracci, rilasciata alla Bortone in quel di Oggi è un altro giorno, l’étoile raccontava della sua storia d’amore e del loro primo incontro avvenuto ovviamente alla Scala.

Carla Fracci, l’étoile che vestiva solo di bianco e quell’unico rimpianto

Un colpo di fulmine mutilato dal fatto che ai tempi, nel ’55, Menegatti risultava fidanzato ma ciò non poté nulla contro la scintilla. Ed è sempre legato ad un motivo strettamente privato il significato di un dettaglio che l’ha resa iconica nel suo modo di vivere ed essere: il suo vestire sempre di bianco. La Fracci aveva infatti raccontato di aver deciso di vestirsi sempre e solo di bianco proprio dai tempi della dolce attesa di Francesco. “Avrei voluto altri figli – ha raccontato sempre la Fracci a Verissimo, qualche anno prima – ma mio marito no perché avrei fatto torto al figlio che rimaneva a casa. É stato un errore. Gli affetti sono la cosa principale“.

Carla Fracci, il mito e l’emblema della danza reso pop da Virginia Raffaele

La storia di un mito, la storia di un simbolo e di un’icona, di un emblema destinato a essere immortale e di cui, fortunatamente, si ha avuto modo di godere in vita senza lasciare che fosse troppo tardi per comprenderne la grandezza. Un mito che è entrato nel cuore anche grazie alle citazioni, agli omaggi, anche a quelli meno istituzionali come quello di Virginia Raffaele che scelse proprio la Fracci per una delle sue più celebri imitazioni. “Mi piace molto la sua imitazione, è una ragazza sincera e spontanea. L’ho vissuta come un omaggio“, aveva raccontato la Fracci in riferimento alla Raffaele.

Carla Fracci: la battaglia contro il tumore e la morte a 84 anni

Solamente questa mattina, alle prime luci dell’alba, era giunta la notizia di un suo “improvviso”, solo per la stampa e per il pubblico, peggioramento. Sembra infatti che Carla Fracci lottasse contro un tumore da tempo e che avesse affrontato con coraggio e discrezione la battaglia contro la malattia. In poche ore, le condizioni di salute sono peggiorate e si è spente in questi momenti la stella, ad 84 anni, la cui luce però è indubbio risplenderà nei secoli.