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Ex Ilva di Taranto, maxi condanne nel processo Ambiente Svenduto: 22 e 20 anni di carcere ai Riva, 3 anni e mezzo a Vendola

Ex Ilva di Taranto: arrivano quest'oggi le condanne emessa dalla Corte d'Assise di Taranto in ambito del processo Ambiente Svenduto sull'inquinamento prodotto dallo stabilimento siderurgico pugliese
Ex Ilva di Taranto, maxi condanne nel processo Ambiente Svenduto: 22 e 20 anni di carcere ai Riva, 3 anni e mezzo a Vendola

La sentenza attesa, è arrivata: parliamo del processo ribattezzato Ambiente Svenduto, il processo che tra le accuse faceva perno sul presunto disastro ambientale che tra i principali imputati aveva a vario titolo i proprietari e vertici dell’ex Ilva di Taranto ma anche politici e uomini delle istituzioni.

Le condanne sono state emesse dalla Corte d’Assise di Taranto e gravano su 47 imputati tra cui Fabio e Nicola Riva, ex proprietari ed amministratori dell’Ilva, e l’ex presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.

Ex Ilva: maxi condanne per il processo Ambiente Svenduto

I pm avevano chiesto rispettivamente una condanna a 28 anni per Fabio Riva e a 25 anni per Nicola Riva, gli ex proprietari e amministratori di quella che è l’ex Ilva di Taranto.

Condanne che arrivano in ambito del processo Ambiente Svenduto che ha avuto inizio nel maggio del 2016, il punto d’approdo dopo una lunga indagine che aveva comportato il sequestro degli impianti dell’area a caldo del siderurgico. Stando alla sentenza arrivata quest’oggi, la Corte d’Assise di Taranto ha deciso di emettere condanna pari a 22 anni per Fabio Riva e a 20 anni per Nicola Riva.

Condanne dunque lievemente inferiori rispetto a quelle richieste dall’accusa e che arrivano per i reati di concorso in associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale, all’avvelenamento di sostanze alimentari, alla omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro, come riporta l’Ansa.

Le condanne 3 anni e mezzo a Vendola, ex Governatore della Puglia

Sentenza che arriva anche per l’allora presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Il nome del politico rientrava nella lunga lista che comprende 47 imputati in tutto.

Tra questi imputati figurano 44 persone fisiche e 3 società. La Corte d’Assise di Taranto a deciso per 3 anni e mezzo di condanna nei confronti dell’ex Governatore della Puglia. Anche in questo caso si tratta di una condanna lievemente inferiore rispetto a quella che era stata avanzata dall’accusa: Nichi Vendola, come si apprende sempre dall’Ansa, era accusato di concussione aggravata in concorso.

Nel testo di sentenza, come riporta RaiNews24, è compresa anche la condanna a 4 anni nei confronti di Adolfo Buffo, ex direttore dello stabilimento e ora direttore generale di Acciaierie Italia, pena di molto diminuita a fronte dei 20 anni chiesti dai pm.

Più alta quella inflitta a Luigi Capogrosso, per i quali erano stati chiesti 28 anni l’ex direttore del siderurgico è stato condannato a 21 anni così come Girolamo Archinà, ex consulente dei Riva per le relazioni istituzionali. 3 anni a Gianni Florido, ex presidente della Provincia di Taranto per l’accusa di aver fatto pressione sui dirigenti dell’amministrazione; 2 anni all’ex direttore di Arpa Puglia Giorgio Assennato per favoreggiamento.

Assolto invece Bruno Ferrante, ex prefetto di Milano che poche settimane aveva ricoperto l’incarico di presidente del consiglio di amministrazione dell’Ilva nel 2012: i pm per lui avevano chiesto 17 anni di reclusione.

Sempre tramite sentenza è stata disposta la confisca degli impianti di area a caldo e comminata ad Ilva una sanzione pari a 4 milioni di euro.

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