Marie Colvin, la vera storia della giornalista di A private war

A Private War, il film in onda questa sera su Rai 3, racconta la vera storia di Marie Colvin, giornalista reporter di guerra che ha assistito ai peggiori momenti della storia dell’uminità, a partire dalla guerra in Sri Lanka, la guerra del Golfo e le primavere arabe.

Marie Colvin era famosa anche per la sua caparbietà nel voler a tutti i costi raccontare le storie delle persone sofferenti a causa delle guerre, al punto da non importarle nemmeno delle sue condizioni di salute psico-fisica.

Marie Colvin, la vera storia della giornalista del film A Private War

Marie Colvin è stata una giornalista molto importante, reporter di guerra per il Sunday Times, non si è mai risparmiata dal raccontare gli orrori dei conflitti dalla prima liena.

Una carriera, la sua, durata 30 anni e che le è valso, si legge sulla biografia sul sito della fondazione che porta il suo nome, l’appellativo di più grande corrispondente di guerra della sua generazione.

Marie Colvin era una donna tenace, coraggiosa e dotata di grande senso di compassione.

Marie Colvin, vita e inizi di carriera della giornalista

Statunitense di origine, londinese di adozione, Marie Colvin aveva iniziato a lavorare per il Sunday Times nel 1985.

Era nata a Oyter Bay il 12 gennaio 1956: dopo aver studiato a Yale, Marie Colvin ha iniziato a a lavorare presso lo United Press International a New York, diventando poi capo del bureau di Parigi.

Successivamente, arrivata al Sunday Times, è diventata corrispondente di guerra, lavorando nelle zone più calde dal punto di vista conflittuale: Guerra del Golfo, Cecnia, Kosovo, Sierra Leone, Zimbawe, Timor Est, Sri Lanka, Libia, Afghanistan, Siria...Marie Colvin è stata anche tra le prime giornaliste ad intervistare Gheddafi nel 1986, dopo l’inizio dei bombardamenti degli Stati Uniti sulla libia.

Successivamente nel 2011 ha seguito l’evoluzione della Primavera Araba.

Come ha perso l’occhio Marie Colvin del film a Private War?

Era il 2001 quando Marie Colvin si trovava nello Sri Lanka sotto occupazione delle Tigri Tamil. Andando oltre i divieti, Marie Colvin attraversa il Vanni portando alla luce una gravi crisi umanitaria. Tornando indietro però, si ritrova in uno scontro tra truppe cingalesi e le Tigri Tamil e lì perde l’occhio a causa delle schegge di un razzo. Quel giorno Marie Colvin è stata anche catturata; superato questo evento traumatico però, la giornalista non ha smesso il suo lavoro, continuando a recarsi in zone di guerra.

Com’è morta Marie Colvin?

Marie Colvin è morta il 22 febbraio 2012 in Siria a Homs insieme al fotoreporter francese Rémi Ochlik. I due sono rimasti uccisi mentre lasciavano una sede dei media ritenuta non ufficiale.

Il governo di Damasco ha identificato la causa della morte come conseguenza dell’esplosione din un ordigno contenente chiodi; il governo ha accusato i terroristi di aver posto il dispositivo. Il giornalista che però era con loro, e all’attacco è sopravvissuto, Paul Conroy, ha però rigettato la tesi accodandosi a chi affermava che l’edificio era stato preso di mira dall’esercito siriano.

Nel corso della sua vita, Marie Colvin ha testimoniato i peggiori orrori di guerra, come le fosse comuni in Kuwait. Per questo ha lottato per anni contro una grave forma di sindrome da stress post-traumatico che comunque non l’ha mai fermata.