assegno unico figli 2021, le novità

L’assegno unico per i figli non partirà dal 1° luglio, ma per questa data è in arrivo una misura-ponte che preparerà il terreno a una nuova riforma nel 2022. Cosa succederà in questi 6 mesi e quali novità arrivano il prossimo anno.

Assegno unico per i figli, cosa succederà dal 1° luglio

La cabina di regia del 3 giugno avrebbe trovato un accordo sulla misura-ponte voluta da Elena Bonetti, Ministra per la Famiglia e le Pari opportunità, che partirà il 1° luglio. L’assegno unico universale per i figli under 21, infatti, è una misura strutturale che richiederà più tempo e che sarà quindi attivata nel 2022.

Per i restanti 6 mesi del 2021, la misura-ponte che sarebbe stata approvata pochi minuti fa dal Cdm prevede:

  • Possibilità di ricevere l’assegno solo per autonomi, disoccupati e incapienti con Isee fino a 50mila euro.
  • Il mantenimento delle detrazioni fiscali per i figli a carico;
  • Una maggiorazione degli assegni al nucleo familiare già esistenti. Nell’articolo 5 della bozza di Decreto sarebbero previsti 37,50€ a figlio nei nuclei dove ce ne sono due e 55€ a figlio per le famiglie con almeno tre minori.

L’assegno non sarà tassabile e sarà compatibile sia con il reddito di cittadinanza, sia con eventuali altre misure di sostegno a favore dei figli a carico, anche se erogate da Regioni, Province o Comuni.

Assegno unico per i figli, cosa cambierà nel 2022

La riforma di regime, che si tradurrà nell’assegno unico universale per i figli con meno di 21 anni, avrà come obiettivo la semplificazione degli interventi a oggi disponibili per le famiglie. Questa novità, che dovrà attendere il 2022, si propone di dare certezza economica alle famiglie, in particolar modo quelle giovani, e l’assegno unico dovrebbe essere versato con continuità dal settimo mese di gravidanza fino alla maggiore età dei figli.

Il limite dei 21 anni di età potrà essere raggiunto se i figli saranno impegnati in percorsi di studio, o nel servizio civile universale o, ancora, se saranno impiegati in lavori a basso reddito. Per quanto riguarda i figli disabili, l’assegno sarà maggiorato di 50€, mentre in caso di affido condiviso l’assegno sarò accreditato al 50% sull’Iban di ciascun genitore.

La riforma permetterà anche ad autonomi e disoccupati (che al momento non percepiscono assegni al nucleo familiare) di avere un beneficio medio di 1.056€ per nucleo e 674€ per figlio. Secondo le stime del governo, saranno coinvolte circa 1.800.000 di famiglie per un totale di 2.700.000 di minori.

Assegno unico per i figli, i requisiti

L’assegno sarà corrisposto a famiglie con un Isee fino a 50.000€, mentre è ancora in discussione la possibilità di erogarlo come credito d’imposta o come versamento mensile.  Le cifre saranno quindi variabili in base alla situazione economica della famiglia e al numero di figli.

Entro il 30 giugno saranno fissate le modalità di presentazione della domanda presso l’Inps o i patronati, così da poter partire il 1° luglio con la misura-ponte.