Romy Schneider, chi era l'amata principessa Sissi: i successi, la morte del figlio e la terribile depressione dell'attrice

Chi era Romy Schneider? Sicuramente, per chi la conosce, è stata un’attrice a 360°. Con disarmante genuinità e naturalezza è riuscita a ricoprire ogni ruolo assegnatole in 30 anni di carriera.

Conosciuta ai più sotto le vesti della principessa Sissi, ha girato più di 50 film nella sua breve vita, finita a soli 44 anni. Nell’ultimo periodo della sua vita infatti la giovane attrice viveva in uno stato di grande sofferenza, alimentato dalle delusioni amorose e, soprattutto, dall’improvvisa scomparsa del figlio David, morto ad appena 14 anni per un fatale incidente.

Biografia di Romy Schneider: chi era il volto de La principessa Sissi

Romy Schneider nasce a Vienna il 23 settembre del 1938 da mamma Magda Schneider e papà Wolf Albach-Retty, entrambi attori di successo.

Dopo il divorzio dei genitori, l’attrice è costretta a trasferirsi insieme alla madre e al nuovo compagno in Germania. Dopo un primo inizio in cui l’attrice sembrava interessata alla pittura, probabilmente influenzata dalla carriera dei genitori, si avvicina al mondo cinematografico. Esordisce appena 15enne nel film I Fiori di lillà ma ottiene maggior successo l’anno dopo con L’amore di una grande regina di Ernest Marischka.

Nella pellicola compare anche la mamma Magda Schneider che più volte ha affiancato nei ruoli di madre o zia la giovane figlia.

Dalla penna dello stesso regista uscirà un altro film che, più di tutti, segnerà la carriera e vita dell’attrice: La principessa Sissi. Tra le altre importanti pellicole a cui prese parte poi troviamo L’amante pura di Pierre Gaspard-Huit e Il processo. Mentre tra gli ultimi successi rientrano Ludwing di Luchino Visconti e La morte in diretta.

La principessa Sissi: il grande successo di Romy Schneider

Con la Principessa Sissi la giovane Romy Schneider raggiunge l’apice del successo.

Era il 1955 quando il regista Ernest Marischka inizia a scrivere la prima delle 3 pellicole dedicate alla storia dell’imperatrice d’Austria Elisabetta di Baviera. I due anni successivi approdarono nelle sale cinematografiche i sequel del film: Sissi, la giovane imperatrice e Sissi, il destino di un’imperatrice. Tuttavia, il clamoroso successo dei film non era visto positivamente dall’attrice che, anzi, iniziò a manifestare i primi segni di insofferenza i quali la porteranno, insieme ad altre tragiche circostanze, ad abusare di alcol e a soffrire di depressione.

Romy Schneider e l’intricata storia d’amore con Alain Delon

Il successo ottenuto con La principessa Sissi ha scemato ogni possibile baluardo di normalità che poteva avere una giovane donna appena 20enne.

La diva Romy Schneider, a pochi anni dal primo esordio, si è trovata a dover affrontare una vita al centro dell’attenzione di tutti. Ma non è solo la carriera ad aver profondamente cambiato la sua vita: anche le questioni amorose che negli anni le hanno portato tanta sofferenza a partire dal 1958, quando sul set de L’amante pura, l’attrice conosce Alain Delon.

Tra i baci programmati del copione, inizia a crearsi un’attrazione sempre più appassionante tra i due attori che sfocia, appena finite le riprese, in un intenso legame d’amore.

Dopo qualche anno però Alain tronca la relazione con l’attrice per un’altra donna: Nathalie Barthélémy. La scelta dell’attore segnerà per sempre la vita di entrambi i divi. Ancora oggi, a distanza di moltissimi anni l’attore Alain Delon si pente di quell’imperdonabile errore che l’ha diviso per sempre da “Le grand amour de ma vie”, come più volte lui ha definito la diva Schneider.

I matrimoni di Romy Schneider: da Harry Meyen al giornalista Daniel Biasini

Dopo la travagliata storia con Alain Delon, conclusa nel 1964, Romy Schneider si risposerà altre due volte.

Il primo matrimonio fu con il regista Harry Meyen da cui ebbe il primo figlio, David, nato il 3 dicembre 1966. La dura adolescenza del regista, segnata dalla deportazione nel campo di concentramento di Neuengamme, lo trascina nel tunnel della depressione e dell’abuso di farmaci e alcol.

Due anni dopo il divorzio con l’attrice, Meyen venne trovato impiccato nella sua casa ad Amburgo. Nel frattempo, la diva si sposa con il giornalista italo-francese Daniel Biasini con cui mette alla luce nel 1977 la sua seconda figlia, Sarah. La coppia dopo una serie di crisi decide di divorziare colpendo ancora una volta la fragile situazione psicologica dell’attrice, già compromessa negli anni.

Romy Schneider, una vita di sofferenze: l’apice del dolore con la morte del figlio David

La morte dell’ex marito Harry Meyen e le continue delusioni d’amore trascinarono l’attrice in una situazione sempre più allarmante dove la depressione e l’alcolismo la facevano da padrone. A peggiorare ulteriormente il quadro si aggiunge l’asportazione di un rene della diva a causa di un terribile tumore.

Ma, più di tutto, sarà la morte del figlio David a dare il colpo di grazia alla salute mentale dell’attrice. A soli 14 anni il ragazzo muore in un fatale incidente avvenuto a casa dei nonni, i genitori del patrigno Daniel Biasini a cui il giovane David era molto affezionato. Nell’andare a trovare i nonni, infatti, il figlio di Romy Schneider scavalcò il cancello di casa rimanendo infilzato tra le lance appuntite. Portato d’urgenza all’ospedale, ogni tentativo medico fu vano.

La morte di Romy Schneider a soli 44 anni

La diva austriaca Romy Schneider è scomparsa a soli 44 anni il 29 maggio 1982, nella casa a Parigi del suo fidanzato del tempo, Laurent Petin. La prima supposizione avanzata sulla sua morte fu quella del suicidio conoscendo la fragile condizione psicologica dell’attrice ma dopo l’analisi degli esperti e l’autopsia si scoprì che a strappare alla vita la diva fu un arresto cardiaco.