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In occasione della Festa dell’educazione alimentare nelle scuole, un’indagine segnala che quasi un bambino su 3 è obeso o sovrappeso, e che questa tendenza è stata accentuata dai periodi di lockdown trascorsi in casa. I dettagli dello studio.

Lockdown, le conseguenze di un’immobilità forzata

La pandemia ha tenuto le persone in casa a stretto contatto con bevande zuccherate e cibi spazzatura, riducendo nel contempo la possibilità di praticare attività fisica. L’aumento nei consumi di cibi poco sani e del tempo trascorso davanti al pc o alla televisione ha avuto un impatto maggiore sui minori rispetto agli adulti, segnala Coldiretti con la propria analisi.

La percentuale di bambini obesi o sovrappeso è infatti salita al 30%.

Lo studio è stato presentato in occasione dell’inaugurazione della prima fattoria didattica nella tenuta presidenziale di Castelporziano, in presenza di centinaia di bambini provenienti da tutte le scuole d’Italia, accompagnati dalle autorità, tra cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Lockdown, perché i minori sono stati i più colpiti dalle conseguenze

Per Coldiretti, la differenza tra i minori e gli adulti consiste nel fatto che questi ultimi sono stati impegnati tra esigenze lavorative e l’attività fisica individuale, riuscendo così ad ammortizzare la permanenza forzata tra le mura domestiche.

I bambini e adolescenti, invece, hanno vissuto più drasticamente gli effetti negativi della situazione: emerge come abbiano consumato un pasto in più, spesso a base di cibi spazzatura e bibite gassate, riducendo il consumo di frutta e verdura.

L’indagine, basandosi su uno studio dell’Università di Buffalo in collaborazione con l’Università di Verona, evidenzia come i giovanissimi abbiano poi incrementato di 5 ore il tempo trascorso davanti allo schermo tra televisione, internet, videogiochi e didattica a distanza.

A ridurre la possibilità di praticare attività fisica, soprattutto nei grandi centri urbani, è stata la mancanza di un giardino o uno spazio verde in cui potersi sfogare.

Lockdown e i disturbi dell’alimentazione

L’isolamento indotto dal Covid ha anche acuito i disturbi dell’alimentazione di 2.300.000 milioni di adolescenti, di solito colpiti da queste patologie a partire dai 12 anni, ma che sono arrivate a colpire anche minori dagli 8 anni in su. Per Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, “Occorre creare le condizioni per una crescita qualitativa nell’alimentazione dei nostri figli che sono stati forse le vittime principali dei problemi causati dalla pandemia” .