piastrinopenia autoimmune, cosa è la malattia della 18enne di genova

Nelle ultime ore è emerso che Camilla Canepa, la 18enne ligure morta a causa di una trombosi ed emorragia cerebrale pochi giorni dopo aver ricevuto una dose di vaccino AstraZeneca, soffriva di piastrinopenia autoimmune. Sul caso indagano i Carabinieri, per capire se la patologia della giovane era stata segnalata prima della vaccinazione. Cos’è la piastrinopenia, quali sono i sintomi e che rischi comporta per il vaccino Covid-19.

Cos’è la piastrinopenia autoimmune: malattia, diagnosi e sintomi

Se ne parlerà molto, nei prossimi giorni: Camilla infatti non era solo una ragazza 18enne, di per sé già fascia d’età e genere per cui il vaccino AstraZeneca era stato sconsigliato, ma soffriva anche di una patologia non comune.

Si chiama Piastrinopenia Autoimmune (ITP) ed è una malattia che comporta la distruzione e la soppressione della produzione del numero di piastrine, fondamentali per la coagulazione. La patologia, si apprende sul sito dell’AIL (Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma) si presenta in forma primaria nell’80% dei casi e secondaria nel restante, ma in ogni caso la natura della malattia sarebbe autoimmune.

La piastrinopenia (letteralmente scarsità di piastrine) viene solitamente diagnosticata per esclusione: non ci sono infatti altri sintomi direttamente relazionabili ad essa ma può essere accertata con l’osservazione del sangue al microscopio.

Ci sono alcuni sintomi che possono lanciare l’allarme: petecchie (piccole macchie cutanee) sulle gambe, emorragie e perdita di sangue dal naso e dalle gengive.

Camilla, la 18enne di Genova soffriva di piastrinopenia autoimmune

La piastrinopenia autoimmune si classifica con 3 modalità: può essere di nuova diagnosi, persistente oppure cronica. In quest’ultimo caso, è necessario seguire alcune terapie, proprio come quelle che stava seguendo Camilla Canepa, la 18enne morta a Genova pochi giorni dopo aver ricevuto il vaccino AstraZeneca.

Sono state sequestrate le sue cartelle cliniche e ora si cerca di capire se la malattia di cui soffriva, pare a livello familiare secondo quanto riportato, fosse stata dichiarata, così come la duplice terapia ormonale. In caso negativo, la situazione si complicherebbe: la scelta di organizzare open day per AstraZeneca anche per soggetti a rischio era stata, pare, avallata dal Cts, ma unendo i rischi del vaccino ad una malattia autoimmune che colpisce specificatamente le piastrine, sembra aver creato una tempesta perfetta che ha portato al drammatico esito.

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