medico somministra un vaccino

Dopo la decisione del Cts e del Ministero della Salute di evitare la somministrazione di AstraZeneca nella fascia under 60, non mancano preoccupazioni sul prosieguo della campagna vaccinale. Le seconde dosi che devono essere inoculate del vaccino anglo-svedese interessano 900mila italiani, a cui ora verrà somministrato Pfizer o Moderna. Il commissario straordinario Figliuolo assicura che le dosi basteranno, ma non sono mancate tensione tra governo e Regioni in merito alle vaccinazioni. Sul caso AstraZeneca è dovuto intervenire anche Mario Draghi dal G7 in Cornovaglia.

AstraZeneca, per 900mila persone seconda dose con altri vaccini

L’annuncio del ministro Roberto Speranza e del Cts di vietare il vaccino AstraZeneca per gli under 60, concretizzatosi poi in un decreto ministeriale, ha sollevato non poche incertezze sulla campagna vaccinale.

Mentre per gli over 60 non cambierà nulla, e potranno ricevere la seconda dose di Vaxzevria, per 900mila persone si procederà con la vaccinazione eterologa, cioè seconda dose con un vaccino a base di mRna, come Pfizer o Moderna.

L’impatto sulla campagna vaccinale

A rassicurare sul fatto che questo cambiamento non influirà in maniera determinante sulla campagna vaccinale in Italia è stato il commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo.

Al momento resta difficile fare una stima precisa di cosa comporterà a livello di approvvigionamento di dosi, ma il generale ha dichiarato che potremmo andare “lisci lisci: se dovessimo avere altri intoppi, è ovvio che si rivedranno i piani“.

I vaccini con mRna dovrebbero riuscire a coprire il fabbisogno con le 5,8 milioni di dosi di Pfizer e 1,4 milioni di Moderna che dovrebbero arrivare entro fine giugno. In totale, fonti del governo citate da AdnKronos assicurano che saranno “disponibili oltre 55 milioni di dosi Pfizer e Moderna tra ora e la fine del terzo trimestre“, che basteranno a coprire le 44 milioni di vaccinazioni da effettuare per raggiungere l’immunità di gregge.

Per Figliuolo c’è la “sostenibilità logistica” per “prime vaccinazione e seconde dosi con i sieri a mRNA” per gli under 60.

Regioni verso la riorganizzazione: Speranza chiama la Lombardia

L’indicazione di procedere con la vaccinazione eterologa ha destato polemiche in alcune Regioni, tra cui la Lombardia, che in un primo momento aveva deciso di continuare con le somministrazioni AstraZeneca. La ragione era l’attesa per “una nota ufficiale di ministero della Salute e di Aifa“, arrivata poco dopo, insieme a una telefonata da Roma.

Il ministro Roberto Speranza ha infatti sentito Letizia Moratti, assessore al Welfare lombardo, e poco dopo è giunta anche al nota di Aifa che ha fatto tornare la Regione sui suoi passi. Al via dunque alle seconde dosi con Pfizer o Moderna dopo il week end.

Si muovono in ordine sparso le altre Regioni, con alcune, come il Piemonte e la Liguria, che hanno deciso di evitare anche il vaccino Johnson&Johnson in via precauzionale per gli under 60. Altre stanno riprogrammando i richiami per le seconde dosi, che potrebbero subire slittamenti, e modificando gli Open Day in base al rispetto delle fasce d’età come richiesto dal Cts.

Draghi sul caso AstraZeneca: “Niente incertezza”

Dal G7 è intervenuto anche il presidente del Consiglio Mario Draghi, che si è confrontato telefonicamente con Speranza e Figliuolo. Secondo Il Corriere della Sera, Draghi ha assicurato che “la campagna vaccinale italiana procederà con la stessa intensità di prima, anche con le nuove prescrizioni sull’utilizzo dei vaccini saremo in grado di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati“.

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