sblocco licenziamenti, ministro orlando ammette rischio sociale

La data della fine del blocco dei licenziamenti si avvicina: il 30 giugno la tutela calata dall’alto per impedire alle imprese di licenziare i propri dipendenti durante la pandemia scadrà e sono molte le associazioni sindacali scese oggi in piazza per lanciare l’allarme. Si ritiene infatti che tra pochi giorni potrebbe scoppiare una bomba sociale di grosse dimensioni: un rischio non nascosto dallo stesso Ministro per il Lavoro.

Cgil, Cisl e Uil in piazza contro lo sblocco dei licenziamenti dal 1 luglio

Manifestazioni unitarie dei principali gruppi sindacali si sono tenute oggi in varie parti d’Italia: Bari, Firenze, Torino, migliaia in piazza contro lo sblocco dei licenziamenti che scatterà dal 1 luglio.

Per oltre un anno il governo ha imposto il blocco, ma ora la misura non è stata rinnovata e per questo ora si chiede una urgente riforma degli ammortizzatori sociali. Per Maurizio Landini, segretario Cgil, “È il momento di unire non di dividere e non è il momento di ulteriori fratture sociali“. Il discorso è rivolto a premier e Governo, soprattutto perchè la questione del blocco viene ritenuta dai sindacati un problema di “volontà politica delle imprese e del governo“.

Ancora più drastico è stato Pierpaolo Bombardieri di Uil, che da Bari ha detto: “Ci sono persone che soffrono, che vedono messo a rischio il loro futuro e ci sono situazioni che rischiano di esplodere, dobbiamo evitare che questo diventi una bomba sociale a partire dal primo luglio“.

Lavoro e licenziamenti, il Ministro Orlando non nasconde il rischio sociale

Quello dei licenziamenti è un problema imminente, ma per alcuni esperti non è una sbagliato mettere fine al blocco: si sottolinea infatti come durante quest’anno di pandemia la misura abbia tutelato per lo più lavoratori a tempo indeterminato, lasciando però scoperto chi ha contratti a termine e precari.

Intanto, il Ministro del Lavoro Andrea Orlando a Sky Tg24 ha garantito che il governo è al lavoro per la tutela dei settori più colpiti dalla pandemia. Sul tavolo c’è una possibile proroga selettiva, ma al contempo Orlando non nasconde il rischio sociale: “Esiste, non va drammatizzato“.

Poi ha aggiunto: “Credo che ci siano gli strumenti per gestirlo, ma il rischio esiste e credo sia sbagliato rimuoverlo o negarlo come si è fatto nel dibattito pubblico“. E ancora: “Quelli che hanno utilizzato più cassa Covid sono quelli che hanno risentito di più della crisi del commercio al dettaglio e del fatto che siamo stati due anni in casa e le persone hanno fatto meno acquisti.

Usiamo questo metodo, cerchiamo di capire dove si è utilizzata più cassa e sulla su base di questo proviamo a costruire gli strumenti“. Il tempo però scorre alla svelta e, se avranno ragione i più allarmisti dei sindacati, tra pochi giorni potrebbe scoppiare la bomba sociale.