cesare battisti trasferimento dal carcere

Cesare Battisti è stato trasferito dal carcere di Rossano a quello di Ferrara dopo i rischi potenziali alla sua sicurezza riscontrati nella struttura calabrese. L’ex membro dei Proletari Armati per il Comunismo era infatti detenuto nella sezione dei terroristi islamici, con cui si erano create tensioni segnalate da episodi specifici nell’ultimo periodo. Battisti ha interrotto lo sciopero della fame iniziato lo scorso 2 giugno dopo il trasferimento.

Cesare Battisti detenuto a Ferrara dopo Rossano

Cesare Battisti sta scontando l’ergastolo per 4 omicidi, compiuti tra il 1978 e il ’79. L’ex terrorista dei PAC era detenuto al carcere di Rossano, in provincia di Cosenza, da dove è stato trasferito per i rischi alla sua sicurezza, come fa sapere il Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe).

A Rossano, Cesare Battisti era detenuto nella sezione dei terroristi islamici, collocazione contro cui aveva iniziato lo sciopero della fame il 2 giugno scorso. Con i compagni di carcere, infatti, si sarebbero create tensioni e specifici episodi avrebbero indicato un rischio per l’ex terrorista. All’arrivo a Ferrara, Cesare Battisti, 67 anni, ha interrotto lo sciopero della fame, che lo avrebbe molto provato fisicamente.

Il commento del Sappe sul trasferimento di Cesare Battisti

Giovanni Battista Durante, segretario del Sappe, ha dichiarato in merito al trasferimento: “Cesare Battisti probabilmente anche grazie al sostegno politico ricevuto, è stato traferito dal carcere di Rossano, istituto a lui non gradito, a quello di Ferrara. Ricordiamo che tra gli omicidi commessi da Battisti vi è anche quello del maresciallo Santoro, allora comandante del carcere di Udine. Speriamo che adesso sconti la pena prevista, cioè l’ergastolo, considerato che per tanti anni si è sottratto alla giustizia e che per i famigliari delle vittime ci sia il giusto risarcimento“.

Le parole dell’avvocato di Cesare Battisti

Commenta lo spostamento al carcere di Ferrara anche il legale di Cesare Battisti, Davide Steccanella, come riporta RaiNews. “Mi dispiace che sia stato necessario ridursi allo stremo fisico per il rispetto di un minimale diritto“, dichiara l’avvocato ringraziando il giornalista Mattia Feltriper il coraggioso articolo che ha rotto un silenzio imbarazzante contro una palese ingiustizia nel silenzio dei tanti ‘sdegnati democratici’ a parole del nostro Paese, e l’onorevole Bruno Bossio per il suo impegno“.

Steccanella inoltre sottolinea che “mi rattrista leggere che la notizia del trasferimento di un detenuto in sciopero della fame da molti giorni venga data all’Ansa dal sindacato di polizia penitenziaria prima ancora della famiglia, a riprova che in Italia la strada per arrivare a una vera democrazia rispettosa delle garanzie costituzionali è ancora lunga“.

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