Emilio Fede disperato per la morte della moglie

Emilio Fede, vedovo da pochi giorni, si lascia andare a una disperata confessione dopo il lutto che lo ha colpito. I giornalista ha perso la moglie, Diana De Feo, scomparsa il 23 giugno scorso all’età di 84 anni, e ora lui rivela di fare i conti con un drammatico interrogativo: “Mi devo suicidare?“. Tra le righe del suo sfogo, il ritratto degli ultimi momenti prima dell’addio.

Emilio Fede dopo la morte della moglie Diana De Feo: “Mi devo suicidare?

Diana De Feo, moglie di Emilio Fede, è morta il 23 giugno scorso a Napoli e ora Emilio Fede rompe il silenzio sul suo dolore di vedovo, abbandonandosi, in un racconto al Corriere della Sera, al ritratto disperato dei suoi giorni senza la compagna di vita.

Sto malissimo, ho perso la mia ragione di vita. Da mesi vivevo appeso alle notizie che la riguardavano. Aveva subito un’operazione delicata e stava facendo la riabilitazione“, ha dichiarato al quotidiano dopo la scomparsa della consorte. Poi uno sguardo all’ultimo periodo della loro unione: “Non ho potuto scontare la pena con lei perché, a Napoli, Villa Lucia è piena di scale. Ho passato le giornate a cercare di capire quando si sentiva di parlare al telefono e aspettando il mio compleanno, avendo chiesto di festeggiarlo con lei.

Non ho fatto in tempo a vederla. Ora, senza Diana, mi chiedo: mi devo suicidare?“.

Emilio Fede: dalla morte della moglie al blitz della polizia dopo i funerali

Non è stata una settimana facile, come lui stesso ha ammesso, quella appena trascorsa per Emilio Fede e la sua famiglia. Prima il terribile lutto, poi, un giorno dopo i funerali della moglie Diana De Feo, secondo quanto riportato dal suo racconto a Il Roma, il blitz della polizia nella sua stanza d’albergo, a Napoli, per un controllo sulle autorizzazioni allo spostamento da Milano (in costanza della detenzione domiciliare che lo vede scontare 4 anni e 7 mesi).

La verifica degli agenti sarebbe scattata nella notte fra il 24 e il 25 giugno scorsi, e questo è stato il commento del giornalista a Il Roma: “Non ho parole. Ma in che Paese siamo? Ero arrivato in auto da Milano, dopo aver ricevuto tutte le autorizzazioni del caso per la mia posizione detentiva, per salutare e dare l’addio all’unico grande amore della mia vita, la mia Diana (…). Ancora una volta hanno voluto trattarmi come un boss“.