La conferenza stampa di Conte: crisi con Grillo

Giuseppe Conte ha indetto una conferenza stampa per rendere note le sue intenzioni sul MoVimento 5 Stelle. L’ex Premier, sceso in campo per riformare il MoVimento, da diverso tempo non era più in buoni rapporti con il garante del M5S Beppe Grillo, tant’è che nella giornata di venerdì scorso Giuseppe Conte si era detto pronto a lasciare dopo le parole di Grillo.

Due giorni dopo pare esserci stato un contatto telefonico tra i due, ma il futuro del MoVimento è rimasto incerto fino ad oggi, con Giuseppe Conte che ha annunciato che non è più interessato ad appoggiare un progetto che non intende cambiare per davvero, per questo ha cercato ancora una volta di ribadire il suo impegno mettendo Beppe Grillo alle strette.

Giuseppe Conte: “Grillo mi chiese di essere il leader”

Giuseppe Conte ha indetto una conferenza stampa che si è tenuta puntuale alle 17.30 alla Camera di Commercio di Roma. Conte ha ringraziato per l’ospitalità e, senza girarci troppo intorno, ha preso la parola andando al nocciolo della questione ripercorrendo i mesi trascorsi a studiare il nuovo MoVimento 5 Stelle: “Ho sempre ispirato la mia azione politica a criteri di trasparenza, quindi parlare in modo franco e spiegare la situazione credo sia il modo migliore per incrementare il rapporto di fiducia con i cittadini” ha esordito, scusandosi più volte per il metodo adottato.

Giuseppe Conte ha ripercorso gli ultimi mesi della sua vita all’interno del M5S quando, a partire dal 4 febbraio scorso, ha chiesto, come Premier uscente, alle forze politiche di adoperarsi per sostenere il governo Draghi per sostenere il Paese: “In quell’occasione mi venne spontaneo dire ‘Io ci sono e ci sarò’. In realtà confesso a distanza di tempo che non avevo in mente un’idea precisa, quella frase fu una naturale dimostrazione d’affetto per i traguardi raggiunti insieme e per la reciproca fiducia e lealtà in due governi“.

Conte ha raccontato che, due giorni dopo, Beppe Grillo in persona gli ha chiesto di partecipare ed entrare nel MoVimento come leader politico: “In quel momento rifiutai, ritenendo che una mia investitura a freddo, non collocata in un progetto politico ben condiviso, fosse prematura e inadeguata (…) rispetto alle esigenze del Movimento“.

Il Movimento si sta trovando in difficoltà” ha detto Conte, ringraziando Vito Crimi per l’impegno che sta mettendo in questa fase delicata di transizione. “Una fase ricca di ambiguità” oltre che di difficoltà.

Conte, ricordando sempre quell’incontro con Grillo all’hotel Forum, ribadendo le difficoltà di quello che, secondo lui, potrebbe essere adatto a migliorare la forza politica, ha spiegato che il suo obiettivo è sempre stato quello di riossigenare il MoVimento “con progetti dal basso, con programmi di governo, con una più chiara identità politica, principi e valori da sottoporre agli iscritti“.

La sfida di Giuseppe Conte per riformare il MoVimento

Nella Conferenza stampa, Giuseppe Conte ha ricordato gli elementi importanti per riformare il MoVimento, dando anche la giusta importanza ad una piattaforma che permetta la partecipazione degli iscritti, per questo, quel giorno di febbraio, con Grillo “ci siamo lasciati così, con il mio impegno a prendere parte al MoVimento con un percorso chiaro“.

La riformazione del MoVimento, per Giuseppe Conte, è stata fin da subito “una sfida complessa ma anche molto stimolante, in questi 4 mesi ho studiato tanto, ho studiato lo statuto del MoVimento, gli statuti degli altri partiti nazionali e stranieri, ho ascoltato suggerimenti di politici e dei singoli iscritti che mi hanno fatto pervenire suggerimenti” ha detto, celando una stoccata alle parole di Grillo che gli aveva rimbroccato di studiare che cosa fosse il MoVimento.

Una nota comune era stata quella di mantenere salde le radici sul piano dei valori ma aprirsi il rinnovamento, ed è per questo che io stesso ho sempre ragionato, anche in linea con il mandato ricevuto, questo MoVimento con riorganizzazione profonda“, un progetto che sembrava condiviso ma a quanto pare non è stato così.

I problemi tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo

Con Beppe Grillo – ha raccontato Conte – sono emerse diversità di vedute su alcune questioni. Io penso che non abbia senso imbiancare una casa che ha bisogno di una profonda ristrutturazione. Beppe, ma è una mia interpretazione, mi è sembrato essere più favorevole a piccoli cambiamenti. Ma io sono sempre stato chiaro, non mi sarei mai prestato ad un’operazione di facciata” ha ribadito secco. “Questo grande sogno che ha portato i cittadini a creare un MoVimento che è diventato la prima forza politica in Parlamento, una forza rivoluzionaria che ci ha portato a realizzare importanti riforme. (…) Per il progresso occorre avere il coraggio di cambiare, dobbiamo cambiare noi se vogliamo cambiare la società che abbracci una cultura ecologica, che contasti diseguaglianze sociali. Non posso mettermi in un progetto che invece resta nella vecchia ambiguità“.

Non è arroganza la mia, è l’affetto per il Movimento e la mia posizione nasce da un ragionamento politico e anche da una considerazione personale. Oggi rischiamo di entrare nella fase di declino se non riusciamo ad alimentare la forza propulsiva del movimento. (…) Io non riesco ad impegnarmi in un progetto in cui non credo, io non posso seguire il cuore se la mia testa mi dice che sto sbagliando (…)“.

L’appello agli iscritti al MoVimento

Giuseppe Conte si è poi rivolto direttamente agli iscritti al MoVimento e a tutti coloro facenti parte della classe politica. Un appello di unità: “Per fare tutto questo abbiamo bisogno di un campo largo, dobbiamo lavorare nel rispetto delle reciproche autonomie che si sono dimostrate concretamente sensibili ai progetti e a collaborare. Questo è il momento in cui l’intera comunità deve assumersi le proprie responsabilità, io l’ho fatto”.

L’affondo finale di Conte a Beppe Grillo

Avviandosi alla conclusione, Giuseppe Conte ha dato il suo affondo finale a Beppe Grillo, spiegando quale sia stato il nocciolo del problema tra i due: “Ho elaborato uno statuto dove ho previsto una divisione dei ruoli, tra leader politico, garante, comitati (…)e l’indipendenza del leader politico durante il mandato, carta dei principi e dei valori“. Grillo ha ribattuto ma, secondo Conte, alcune delle sue proposte non potevano essere accolte perché avrebbero alterato le nuove dinamiche.

Conte però non sembra intenzionato ad arrendersi: “Consegnerò domattina questi documenti prima a Beppe Grillo e poi a Vito Crimi per chiedere che siano diffusi alla comunità degli iscritti. Per parte mia sono pronto, anzi ritengo che il MoVimento abbia atteso troppo tempo, ed è per questo che rivolgo un appello a Beppe Grillo e all’intera comunità: a Beppe dico che non faccio una questione personale e non intendo avere pubbliche scuse. Non sarà certo una battuta irriverente o sgradevole a provocarmi, per fortuna ho il senso dell’ironia, e comunque a queste esternazioni so rispondere a tono“.

L’impegno di Conte non cambia

Conte ha aggiunto: “Lui sa bene che ho avuto e ho rispetto per lui, ma non possono esserci ambiguità, spetta a lui decidere se vuole essere il genitore che lascia libero il figlio o se vuole fare il padre padrone. Lui sarà sempre il garante, ma i nuovi ruoli permetteranno una distinzione tra filiera di garante e filiera politica e di controllo e revisione. Una forza politica che ambisce a guidare il Paese non può appoggiarsi ad una figura politica inesistente, occorre una leadership forte; una diarchia non sarebbe funzionale, non può esserci un leader ombra affiancato da un prestanome e quel prestanome non potrei mai essere io“.

Deve esserci una leadership chiara. (…) Non basta una telefonata a distanza dalla quale si raccolgono frammenti di informazioni, la linea politica vive 7 giorni su 7. (…) Io ci metterò tutta l’anima che ho“, ha detto ancora e, parlando sempre di Grillo: “Io rispetto Beppe Grillo e sempre lo rispetterò” ha detto ancora Conte, ribadendo che continueranno comunque a confrontarsi.