yulin

Il 21 giugno, in concomitanza con il solstizio d’estate, in Cina è iniziato ancora una volta il festival di Yulin, responsabile ogni anno della morte e della sofferenza di migliaia di cani, tenuti in gabbie e condizioni igieniche precarie in attesa di essere consumati come cibo.

Festival di Yulin, neanche il Covid ferma la crudeltà

Il festival di Yulin si svolge dal 2009 in Cina, nella regione autonoma di Guangxi Zhuang, e dura 10 giorni. 10 giorni in cui migliaia di cani, il 70% dei quali sono domestici e sottratti alle famiglie (report di World Dog Alliance), sono caricati su camion e tenuti in gabbie anguste, senza cibo né acqua, per essere poi uccisi sul posto e consumati.

World Dog Alliance evidenzia che in Asia sono 30.000.000 i cani mangiati ogni anno.

I wet market, accusati di essere focolaio di altre epidemie oltre a quella di Coronavirus, sono stati chiusi appena per 2 mesi dall’inizio della pandemia. Nemmeno l’emergenza a livello globale ha impedito lo svolgersi dello Yulin dog meat festival, che Humane Society International e NoToDogMeat documentano in tutta la sua crudeltà. Queste due ONG infatti affermano che il commercio di carne di cane sia iniziato già da maggio e riportano come le autorità locali siano riusciti a bloccare solo alcuni camion carichi di animali vivi, sottratti alle famiglie o rapiti dalla strada.

NoToDogMeat ha assegnato i cani salvati ai propri rifugi presenti in Cina e nel resto del mondo.

Festival di Yulin: “camion e camion di cani malati

Le ONG e gli animalisti affermano che le autorità del Guangxi non stanno intervenendo con decisione per bloccare il Festival, nonostante le restrizioni sul consumo di carne canina e in generale sulle polemiche scatenate dall’esistenza dei wet market. Per gli animalisti cinesi Fermare i camion dei cani in arrivo avrebbe dovuto essere una priorità assoluta per i funzionari del Guangxi a causa dei rischi di malattie e della crudeltà sugli animali.

Camion e camion di cani malati e morenti sono invece arrivati a Yulin nelle ultime settimane e le autorità locali non fanno nulla per fermarli. Dopo tutto quello che la Cina ha passato con il Covid-19, era ovvio pensare che il governo nazionale e quelli regionali avrebbero represso duramente il commercio illegale e sporco di carne di cane, per fermare i rischi per la salute pubblica derivanti da queste vendite senza senso“.

Festival di Yulin, ci sono segnali di una presa di coscienza

In questi 10 giorni, denunciano le associazioni, saranno più di 5.000 i cani cucinati vivi, smembrati e mangiati in questa sanguinaria manifestazione.

Tuttavia, qualcosa sembra stare cambiando nella popolazione cinese e soprattutto nelle giovani generazioni e nelle grandi città. A Shenzhen e Zhuhai, nella Cina Sud Orientale, sono state decretate pesanti sanzioni per chi vende o consuma carne di cane o di gatto, con multe per circa 30 volte il valore di ciò che si sta mangiando o trafficando. A scoraggiarne il consumo potrebbe influire anche l’aumento del prezzo della carne di cane, passato da 3€/4€ al kg a 7€.

La lotta al consumo alla carne di cane e di gatto, però, non vede protagonista solo la Cina: oltre alla periferie e alle zone rurali, infatti, questo fenomeno affligge anche la Corea, il Vietnam, le Filippine, la Cambogia, il Laos, la Corea del Sud e alcune zone dell’India e della Thailandia. I cani sono in pericolo anche nella Corea del Nord, perché simbolo di un “decadentismo capitalista” poco gradito a Kim Jong-un.

ATTENZIONE: IMMAGINI FORTI