Il leader nordcoreano Kim Jong Un e un cane

È una delle nazioni più “misteriose” del mondo: quello che succede dentro i suoi confini, trapela poco e quando lo fa è circondato da una strana aura. La Corea del Nord ha però abituato a stupire per le sue leggi e meccanismi, emanazioni dirette del leader Kim Jong-un, o del suo sosia se si dà credito alle voci di una sua presunta morte di qualche mese fa. Dalla vicina Corea del Sud ora è stata rilanciata una indiscrezione: Kim Jong-un starebbe sequestrando i cani delle famiglie nordcoreane.

La stretta di Kim Jong-un sui cani

Stando a quanto riportato dalla versione inglese del quotidiano sudcoreano Chonsun Ilbo, oltre il confine si starebbe consumando una vera guerra ai cani da parte del leader Kim Jong-un.

Viene definita un “giro di vite” sui proprietari di cani dell’élite di Pyongyang. I cani sarebbero diventati il simbolo del “decadentismo capitalistae, per questo, sarebbe in atto una sorta di sequestro e soppressione dei cani da compagnia.

Il quotidiano, che cita fonti interne ai confini nordcoreani, riporta che tale misura sarebbe addirittura stata acclamata come una misura economica atta a contrastare l’emergenza alimentare in Corea del Nord.

Per questo, da luglio Kim Jong-un avrebbe emanato un divieto di possesso dei cani da compagnia.

Corea del Nord, cani sequestrati e venduti ai ristoranti

Nella sua guerra contro i cani, che rappresenterebbero una “tendenza contaminata dall’ideologia borghese“, Kim Jong-un avrebbe messo in campo le sue autorità. Queste sarebbero preposte a identificare i proprietari dei cani e li starebbe costringendo a consegnarli, per poi in molti casi addirittura sopprimerli.

Il lato più macabro della vicenda, che sta facendo insorgere gli animalisti, sarebbe il fatto che i cani verrebbero venduti ai ristoranti che cucinano carne di cane.

Una misura, questa, che sarebbe messa in atto proprio per arginare la scarsità di cibo in Corea del Nord. Pochi mesi fa, invece, la vicina Cina aveva annunciato che i cani non sono più animali da cibo.

Il divario tra i poveri e l’élite di Pyongyang

La fonte riporta che la questione dei cani in Corea del Nord sarebbe in qualche modo sociale. Mentre la gente comune può solo allevare maiali o altro capo da bestiame, ci sarebbe molto risentimento verso l’élite di Pyongyang, che starebbe “ostentando” troppo il possesso di cani da compagnia; questi però sarebbero appunto simbolo di decadenza, pertanto le autorità starebbero applicando più severamente le misure per contrastare tale “costume”.

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