Kim Jong-un

Ha la passione per le armi nucleari e detiene il potere assoluto in uno stato che si definisce Repubblica Democratica. Il suo taglio di capelli ha fatto notizia in tutto il mondo, lo stesso mondo che le sue strategie tengono sempre con il fiato sospeso. Kim Jong-un è il leader assoluto della Corea del Nord. Mentre i media si arrovellano sulla sua presunta (e già smentita) morte – il dittatore non compare in pubblico da troppe settimane – ecco la storia di un personaggio politico così influente sulla scena internazionale.

Gli anni giovanili

Dei primi anni di vita di Kim Jong-un si sa ben poco. Persino la sua data di nascita è oggetto di speculazioni e avvolta dall’incertezza. Si ritiene però che sia nato nel gennaio del 1984 da Kim Jong-il, allora a capo della Corea del Nord, e la sua terza moglie. Ultimo di tre figli, ben presto diventa il prediletto del padre e il più probabile successore. Pare abbia svolto gli studi in Svizzera – ma il condizionale è d’obbligo – per poi frequentare l’Università militare una volta rientrato in patria.

È sposato con Ri Sol-ju, dalla quale ha avuto tre figli.

La presa del potere

È il 2011 quando Kim Jong-un sale al potere, alla morte del padre. Giovane, senza esperienza, riesce a imporsi saldamente alla guida della Repubblica Democratica Popolare della Corea del Nord. Uno stato che democratico lo è solo sulla carta: sin dalla sua costituzione, nel 1948, il potere è estremamente accentrato. La carica di Presidente spetta in aeternum a Kim Il Sung, nonno del nostro Kim e primo capo del governo coreano. Kim Jong-un si accontenta di presiedere la Commissione Nazionale di Difesa, organo esecutivo della Corea del Nord.

In quanto tale, Kim Jong-un detiene il potere assoluto, ed è a tutti gli effetti un dittatore.

Le tensioni con gli Stati Uniti

Nei suoi primi anni di governo, Kim Jong-un si è dimostrato un capo dal carattere bizzoso e guerrafondaio, ma anche un attento stratega. Tutti ricordiamo le forti tensioni con gli Stati Uniti a seguito dei ripetuti test nucleari svolti in Corea del Nord. Tra sanzioni imposte dalla comunità internazionale e minacce di attacco militare, il 2017 è trascorso impregnato di ostilità.

La distensione internazionale

Il 2018 porta con sé momenti epocali di distensione. Il primo, la partecipazione della Corea del Nord alle Olimpiadi invernali svoltesi in Corea del Sud, paese con cui le relazioni sono sempre state ostili. Qualche mese dopo, lo storico incontro con il presidente della Corea del Sud. Nell’estate, Kim Jong-un e Trump intraprendono la strada del dialogo e iniziano a parlare di denuclearizzazione della penisola coreana.

Parenti serpenti

Attenzione a pensare a un addolcimento del carattere di Kim Jong-un. Si parla pur sempre di un leader che non si è fatto scrupoli nel giustiziare lo zio Jang Song-thaek, suo tutore, accusandolo di alto tradimento.

Molti lo ritengono  responsabile della morte del fratello Kim Jong-nam, ucciso nel 2016 nell’aeroporto di Kuala Lumpur. Secondo le indiscrezioni, era un agente della CIA: uno scomodo membro all’interno della famiglia.

La vita in Corea del Nord

Kim Jong-un ama presentarsi come uomo del popolo, facendo visita a soldati, lavoratori, ospedali. Un popolo, però, privo di molte libertà: la Corea del Nord è un paese quasi totalmente chiuso all’esterno, ed è illegale uscirvi senza un permesso speciale. Secondo Amnesty International, il governo dispone di quattro campi per prigionieri politici, che hanno ospitato circa 120 mila detenuti sottoposti a torture e lavoro forzato.

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