Laura Ziliani la donna scomparsa in alta Val Camonica

È mistero su quanto accaduto a Laura Ziliani, la donna scomparsa in alta Val Camonica lo scorso 8 maggio, quando è uscita senza portare con sè il cellulare, senza fare più ritorno. Di lei, ad oggi, sarebbe stata trovata solo una scarpa, riconsociuta da una delle figlie; e proprio recentemente le due giovani sono state iscritte nel registro degli indagati insieme ad uno dei fidanzati.

Intanto continuano le ricerche di Laura Ziliani, ma fino ad ora si stanno rivelando un nulla di fatto. La donna sembra essere svanita nel nulla.

Laura Ziliani, scomparsa in alta Val Camonica

Tutto ha inizio lo scorso 8 maggi a Temù, quando Laura Ziliani è uscita di casa per andare a fare una gita in alta montagna e non ha più fatto ritorno a casa.

Sono state le figlie a dare l’allarme, affermando che sarebbe scomparsa alle prime ore del mattino; una versione confermata dal Soccorso Speleologico Alpino e Speleologico Lombardia- CNSAS, che ha reso noto che Laura Ziliani sarebbe uscita intorno alle 7 del mattino e si sarebbe avvia in direzione Garìo sopra Villa D’Allegno. La donna, ex vigilessa di Temù e ora dipendente comunale di Roncadelle, era stata vista da un testimone che aveva detto di averla incrociata su un sentiero, ed era anche stata ripresa da una telecamera del paese.

Le operazioni sono proseguite per tutta la giornata dell’8 maggio, comprendendo un totale di 120 persone, cinquanta unità comprendenti anche cani molecolari, ma di Laura Ziliani non è stata trovata alcuna traccia.

Il ritrovamento di una scarpa

Le ricerche di Laura Ziliani sono andate avanti per circa 10 giorni, senza sosta ma senza risultati concreti. Il 23 maggio una prima svolta, un turista che si trovava nei luoghi battuti dalle ricerche ha ritrovato una scarpa della donna vicino ad un torrente lungo una pista ciclabile della zona.

Le figlie l’hanno riconoscuta come appartente alla madre ma sembrerebbe che alcune dichiarazioni fatte dalle due, avrebbe insospettito gli inquirenti.

Le figlie e il fidanzato della maggiore indagati

Dopo il ritrovamento della scarpa di Laura Ziliani, a distanza di settimane, è arrivato il secondo colpo di scena: due delle figlie della donna, di 19 e 27, sono state iscritte nel registro degli indagati. A seguire, pochi giorni dopo, anche il fidanzato della maggiore; tutti e tre sarebbero indagati, riporta Ansa, in concorso per omicidio volontario e occultamento di cadavere.

La casa di Temù della donna è stata sottoposta a sequestro e sono gi stati effettutai i primi sopralluoghi, sequestrati anche tutti gli apparati informati dei tre.

Sul caso indagano la procura di Brescia e i carabinieri.

I punti oscuri nella scomparsa di Laura Ziliani

Ad aver insospettito gli inquirenti sarebbero stati alcuni punti contraddittori nelle versioni delle due giovani al momento del ritrovamento della scarpa. Una delle due l’avrebbe riconosciuta subito, mentre l’altra avrebbe tentennato. A lasciare titubanti gli inquirenti sarebbe anche la questione del cellullare di Laura Ziliani, ritrovato nella casa.

Quella sulle figlie non sarebbe l’unica pista seguita dalle forze dell’ordine, infatti tra le ipotesi spuntano anche quelle di un incidente in montagna oppure che la donna possa essere rmasta vittima di un aggressore. Non si segue, pare, la pista del suicidio, anche perché pare, come riferito dal Giornale di Brescia, che Laura Ziliani avesse prenotato una vacanza con un’amica che avrebbe dovuto tenersi a breve.

Laura Ziliani aveva perso il marito

Laura Ziliani era originaria di Temù, dove aveva vissuto e lavorato come agente di Polizia Locale. Era anche esperta di montagna, dato che in passato faceva molte escursioni assieme al marito; poi nel 2012 il dramma la morte di lui, rimasto ucciso da una valanga.

Trasferitasi a Urago Mella, Brescia, Laura Ziliani ha cominciato a lavorare come dipendente comunale di Roncadelle.

Laura Ziliani non aveva abbandonato la montagna, spesso si recava a Temù per fare escursioni.