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C’è aria da resa di conti nel Movimento 5 Stelle, scosso dal terremoto politico della mancata successione di Giuseppe Conte che, ora, potrebbe avere come conseguenza una scissione che sembra sempre più vicina. I malumori si fanno sentire all’interno dei gruppi parlamentari, che non hanno ancora potuto visionare la proposta di Statuto cassata da Beppe Grillo, casus belli per il defenestramento dell’avvocato del popolo. Sono 19 i senatori che hanno scritto un appello per chiedere di ricucire la frattura, richiesta echeggiata anche da Virginia Raggi, che vede complicarsi la partita del Campidoglio.

Anche tra i big del Movimento 5 Stelle c’è aria di rivolta ai diktat di Grillo, con Vito Crimi che rifiuta il ritorno tra le braccia di Rousseau per il voto sul comitato direttivo imposto dal garante. Una tempesta che potrebbe scoppiare da un momento all’altro, incidendo su equilibri politici presenti e futuri: non solo per la tenuta del governo Draghi, che per il momento sembra non subire contraccolpi, ma anche per l’elezione del presidente della Repubblica alle porte, con l’entrata a fine luglio nel semestre bianco.

Movimento 5 Stelle: la scissione sembra alle porte

Di minacciate scissioni all’interno del Movimento 5 Stelle ce ne sono state, tutte improbabili, ma stavolta sembra che la spaccatura sia ormai questione di pura formalità.

Il ritrovato protagonismo di Grillo, che ha tolto a Giuseppe Conte il ruolo di capo politico prima ancora che fosse ufficiale, ha letteralmente piazzato una bomba che rischia di far saltare i pentastellati.

Se tra gli espulsi e chi se ne è andato c’è chi sarebbe pronto a rientrare nel Movimento a guida Grillo, l’emorragia in Parlamento sarebbe consistente, con onorevoli e senatori che fanno i calcoli.

Conte o Grillo? La scelta che fa perdere tutti

La strada “contiana” che avrebbe condotto il Movimento verso la creazione di un vero e proprio partito moderato si è rivelata solo una sirena, e ora i politici 5 Stelle si interrogano sul loro destino.

Meglio seguire Conte nella sua avventura o rimanere al sicuro tra le braccia di Grillo “padre padrone”? La prima ipotesi ha dalla sua la sicura cessazione della regola del doppio mandato, che consentirebbe di continuare la carriera politica, regola che Grillo ha dichiarato intoccabile.

D’altro canto, l’ennesimo partito personalistico basato sulla figura di Conte, senza fondi sufficienti o radicamento sul territorio, che punta a un centro moderato ormai inflazionato potrebbe rivelarsi di breve durata.

Certo non spendibile alle prossime elezioni amministrative e “vivo” solo all’interno dei gruppi parlamentari, il cui peso sarebbe comunque ridimensionato. Sono dunque Luigi Di Maio e Roberto Fico a tentare di ricucire l’irricucibile, con incontri e chiarimenti, ma la battaglia sembra persa in partenza e all’interno del Movimento 5 Stelle (e fuori) si cominciano ad affilare i coltelli.

Vito Crimi sfida Grillo: lo strappo parte da Rousseau

Lo strappo arriva da Vito Crimi, capo politico ad interim del Movimento 5 Stelle.

Due giorni fa, in un post, il senatore aveva già segnalato il suo scontento per l’ultimatum di Beppe Grillo, che gli ha imposto di indire votazioni per il nuovo comitato direttivo, “impedendo una discussione e una valutazione della proposta di riorganizzazione e di rilancio del MoVimento 5 Stelle alla quale Giuseppe Conte ha lavorato negli ultimi mesi, su richiesta dello stesso Beppe. Pur rientrando fra le sue facoltà indire la votazione, non concordo con la sua decisione“, ha scritto su Facebook.

Il post di Vito Crimi
Il post di Vito Crimi

Segno tangibile della sua disapprovazione è stato non coinvolgere la piattaforma Rousseau, come richiesto da Grillo, “poiché questa è inibita al trattamento dei dati degli iscritti al MoVimento.

Inoltre, consentire ciò violerebbe quanto disposto dal Garante della Privacy“. Le elezioni si terranno sulla nuova piattaforma di voto, SkyVote, e non sulla creatura di Davide Casaleggio, che lo stesso Conte aveva provveduto a mettere alla porta. Sarà SkyVote a sostituire Rousseau, che ospita ancora il Blog delle stelle, e a segnare che le cose cambiano è l’avviso stesso della votazione, pubblicato sul nuovo sito del Movimento.

Crimi, inoltre, minaccia già di abbandonare la nave: “Gli avvenimenti di questi giorni, in particolare delle ultime ore, mi inducono ad una profonda riflessione sul mio ruolo nel Comitato di Garanzia e sulla mia permanenza nel MoVimento. Manterrò le mie funzioni per il tempo utile a consentire gli adempimenti necessari allo svolgimento delle prossime consultazioni“.

Grillo sospende la votazione: accettata la mediazione

Aggiornamento – Beppe Grillo ha reso noto con un post su Facebook che l’elezione del comitato direttivo è sospesa. “Oggi ho ricevuto dai gruppi parlamentari una richiesta di mediazione in merito agli atti che dovranno costituire la nuova struttura di regole del MoVimento 5 Stelle (Statuto, Carta dei valori, Codice Etico). Ho deciso quindi di individuare un comitato di sette persone che si dovrà occupare delle modifiche ritenute più opportune in linea con i principi e i valori della nostra comunità“, scrive il garante.

Il comitato sarà composto dal presidente del comitato di garanzia Vito Crimi, dal capogruppo della camera Davide Crippa e del senato Ettore Licheri, dal capogruppo in parlamento europeo Tiziana Beghin, da un rappresentate dei ministri Stefano Patuanelli, da Roberto Fico e Luigi Di Maio. Il comitato dovrà agire in tempi brevissimi. La votazione sul comitato direttivo è quindi sospesa“, conclude Grillo.

Il post di Beppe Grillo
Il post di Beppe Grillo

La lettera di 19 senatori 5 Stelle: appello “all’unità e alla ricomposizione”

In questi momenti di piani, strategie e decisioni difficili, 19 senatori pentastellati, tra cui Nunzia Catalfo e Danilo Toninelli, hanno scritto una lettera per il garante e l’ex presidente del Consiglio dai toni drammatici. “In un momento di estrema difficoltà per il paese, come Senatrici e Senatori del M5s sentiamo il dovere di richiamare tutti all’unità e alla ricomposizione“, si legge.

La richiesta è di andare oltre “le difficoltà attuali, nella consapevolezza che il Movimento ha necessità di innovarsi e ristrutturarsi, nella speranza che le posizioni di Beppe Grillo e di Giuseppe Conte si riconcilino chiedendo ad entrambi un incontro, a breve, con i parlamentari“.

Per i valori che ci accomunano, l’impegno a realizzare il progetto politico per cambiare il Paese, le speranze che abbiamo suscitato nei cittadini, la necessità di scongiurare il rischio di consegnare l’Italia agli estremismi, l’importanza di combattere le disuguaglianze e di attuare il percorso che abbiamo delineato per risolvere la crisi pandemica ed economica e aiutare i milioni di cittadini colpiti“, scrivono i senatori, “invitiamo la comunità 5 Stelle e tutti coloro che con noi hanno condiviso il difficile cammino di questi anni di battaglie politiche, a raccoglierci intorno al Movimento e al progetto che abbiamo costruito insieme“.

Virginia Raggi scende in campo: il rischio per Roma

Anche Virginia Raggi, che finora era rimasta da parte rispetto alle beghe interne del Movimento 5 Stelle, ora dice la sua. La sindaca di Roma è data come favorita per il ballottaggio dopo il candidato di centro-destra Enrico Michetti, e in vantaggio rispetto a Roberto Gualtieri. Ora, quella speranza potrebbe diventare un danno collaterale della scissione.

Al Frankfurter Allgemeine Zeitung, Raggi ha dichiarato che confida in una ricomposizione tra Grillo e Conte, “due persone ragionevoli“. La sindaca deve già fare i conti con la defezione di 4 consiglieri che hanno lasciato il Movimento 5 Stelle e causando così alla sua amministrazione la perdita della maggioranza. Uno sgretolarsi, lento e costante, che a breve potrebbe avere repliche molto più rapide e sanguinarie a livello nazionale, lasciando sul campo il corpo smembrato del fu Movimento 5 Stelle.

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