lino banfi sposa la nipote

Oggi, 9 luglio di 85 anni fa nasceva Lino Banfi, caposaldo della comicità italiana. Si è fatto conoscere al pubblico attraverso il cinema, contraddistinguendosi per la spiccata comicità e la parlata buffa e originale. Seppur oggi il suo successo sia quasi scontato, in realtà l’attore ha dovuto costruire la propria fortuna da zero, senza un soldo ma con la tenacia di chi sa quando vale il proprio talento.

Ripercorriamo quindi le tappe della sua vita tra difficoltà economiche ed incredibili successi, scoprendo i retroscena della vita privata e del matrimonio con la moglie Lucia, oggi tragicamente malata di Alzheimer

Lino Banfi, le origini del comico pugliese

Lino Banfi, all’anagrafe Pasquale Zagaria, nasce oggi 9 luglio di 85 anni fa ad Andria, in piena estate 1936.

Proviene da una famiglia fortemente cattolica e spinto da papà Riccardo Zagaria e mamma Nunzia Coria entra in seminario. L’innata capacità di far divertire la gente non passa inosservata al vescovo che lo incita a intraprendere la strada dello spettacolo, un mondo fatto a pennello per lui. Così il comico inizia ad esibirsi tra canto e cabaret nei giorni di grande festa a Canosa di Puglia, dove trascorse la sua giovinezza.

Gli esordi tuttavia furono veramente tosti per l’attore, che tra l’altro si trovò a dover affrontare anche la disapprovazione dei genitori, convinti che il mestiere da comico non potesse fruttare un vero lavoro.

A peggiorare ulteriormente il quadro si aggiunsero anche le difficoltà economiche che investirono l’attore.

Lino Banfi, la fame prima del successo e i problemi economici

La vita di Lino Banfi suona come una storia di riscatto dopo tutte le difficoltà incontrate nel tortuoso e lungo viaggio per il successo. Nessun aiuto, pochi soldi ma un sogno in tasca così grande da motivarlo a non mollare.

Sarà un parcheggiatore abusivo ad aiutare l’attore nel momento di massima criticità economica, pagandogli il viaggio per Milano.

Così, dal tacco dello stivale salì nel cuore del nord Italia, la città perfetta per far conoscere le proprie doti al mondo intero. Tuttavia il primo periodo si rivelò particolarmente difficile: il comico era in continua ricerca di posti in cui dormire, trovando riparo tra stazioni ferroviarie ed edifici in costruzione. Poi, finalmente, nel 1954 entra nella compagnia teatrale di Arturo Vetrani: qua si contraddistinse per la sua spiccata comicità, la parlata buffa e originale banfiniana, il dialetto e i modi di dire tipici della sua terra.

Gli inizi di Lino Banfi: i primi passi nel mondo del cinema

Arriviamo agli anni in cui Pasquale Zagaria si trasforma in Lino Banfi, nome d’arte scelto con un piccolo ma indispensabile aiuto di Totò. Negli anni ’60 si trasferisce a Roma dove inizia a muovere i primi passi nel mondo televisivo, dividendosi tra Biblioteca Studio Uno e Speciale per voi. Nel 1960 si sposta sui set cinematografici, esordendo con una piccola comparsa nel film Urlatori alla sbarra.

Il talento tuttavia non passa inosservato al duo comico Franco e Ciccio, ricordati per essere i master della comicità degli anni ’60 e ’70.

Il comico li affianca con delle piccole parti nelle pellicole di I due evasi di Sing Sing, Operazione Luna e I due pompieri. Ma il film che gli ha permesso di raggiungere maggior notorietà è Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia.

I grandi successi di Lino Banfi: da Cornetti alla crema alla serie tv Un medico in famiglia

Gli anni ’80 sono il periodo di massimo successo per Lino Banfi. Il Re della comicità in veste di protagonista prende parte a diversi film cult dell’epoca, come Cornetti alla crema, Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio, L’allenatore nel pallone e I pompieri.

Pellicole amatissime dal pubblico che videro apparire al fianco dell’attore altri cabarettisti noti come Paolo Villaggio e Massimo Boldi.

Nel 1998, invece, riscuote notorietà per il ruolo di Libero Martini, il nonno più amato dalle famiglie italiane della sitcom Un medico in famiglia. Nell’ultimo decennio comunque, complice l’età avanzata, la presenza dell’attore nelle sale cinematografiche sembrava essersi ridotta drasticamente. Ma nel 2021 è tornato sotto i riflettori televisivi ospite del programma Oggi è un altro giorno, per cui ha presentato la rubrica Lino nazionale, dove rispondeva alle domande e curiosità dei fan. Infine, ha recitato nel nuovo film Vecchie Canaglie sotto la regia di Chiara Sani.

Lino Banfi e la sua Orecchietteria pugliese a Roma

Lontano dalla famiglia e la casa, Lino Banfi ha cercato di far rivivere attraverso i suoi sketch la sua amata Puglia. Ma quella voglia di far conoscere al mondo le sue radici, lo convinse ad omaggiare anche i sapori e gli odori tipici della sua terra. Quindi, se doveste passeggiare per le strade della Capitale e imboccare Via Belli 116 potrete notare un’Orecchietteria diversa dal solito. Ad accogliervi troverete proprio il maestro delle comicità in persona: Lino Banfi, che dal 2017 ha aperto il ristorante.

Come riporta La Repubblica, sarà un ottimo modo per fare un tuffo nella cucina pugliese, degustando un menù totalmente ispirato alle battute cult dell’attore. La scelta è estremamente ardua: l’aperitivo potrebbe prevedere dei croccanti Tarallocchio prezzemolo e finocchio, proseguendo poi con un panzerotto Papele papele. In seguito orecchiette alle Cime di rèp e, dulcis in fundo, il delizioso dessert Banficciotto.

Lino Banfi e la moglie Lucia Lagrasta: l’amore che supera ogni difficoltà

La storia d’amore che lega Lino Banfi alla moglie Lucia Lagrasta inizia quasi 70 anni fa. Quando l’attore era conosciuto ancora come Pasquale Zagaria e dovette lasciare la sua amata terra per trasferirsi a Milano. Intanto, ad aspettarlo a Canosa di Puglia c’era lei: Lucia Lagrasta. Per i primi anni i due fidanzati si spedirono amorevoli lettere, tentando così di compensare l’abissale distanza che li separava. Ma poi, come se non bastasse, si aggiunsero una serie di complicazioni a mettere a repentaglio il legame della coppia.

In primis i genitori del comico, che si opposero al fidanzamento del figlio. Poi, le malelingue del paese rincararono la dose con altrettante critiche sulla coppia. Tuttavia, quel matrimonio che inizialmente “non s’era da fare”, direbbe Manzoni, incontrò un amore ben più forte di ogni pregiudizio o polemica. Quindi nel 1962 i due amanti misero in atto la classica fuitina e si sposarono in segreto alle prime luci dell’alba. Da quel giorno niente riuscì a spezzare il loro legame, fortificato ulteriormente all’arrivo dei due figli: Walter e Rosanna. La vita tuttavia ha messo a dura prova la famiglia Banfi, scombussolata dal terribile tumore della figlia (fortunatamente sconfitto) e la malattia della moglie Lucia, colpita dal morbo di Alzheimer