Cronaca Italia

Autobus prende fuoco in galleria, le parole dell’autista che ha salvato i 25 bambini a bordo dall’incendio

Ieri un autobus ha preso fuoco in galleria sull'autostrada in direzione Livigno. L'autista che ha salvato i bambini a bordo parla di quanto accaduto e spiega di non credere di essere un eroe
Bus in fiamme Livigno

Ieri un autobus ha preso fuoco sulla SS 36, in direzione Livigno. Sul mezzo c’erano 25 bambini, tutti messi in salvo dal pronto intervento dell’autista, che senza esitazione li ha fatti scendere prima che l’incendio divampasse. Intervistato, l’uomo ha dichiarato di aver svolto il suo lavoro e ha risposto a chi l’ha definito “eroe”, affermando di non credere di esserlo davvero.

Autobus in fiamme, ragazzi salvi grazie all’autista

La notizia dell’incendio di un autobus sull’autostrada SS 36 all’altezza di Lierna, in provincia di Lecco ha destato preoccupazione nella giornata di ieri.

Fortunatamente, come reso noto immediatamente dai soccorsi, nessuno dei passeggeri, 25 bambini, è rimasto ferito. A occuparsi di mettersi in salvo è stato l’autista del mezzo, che appena ha avvertito che qualcosa non stava funzionando ha fermato il bus, accostando in galleria.

Subito dopo che i giovani passeggeri sono scesi dal mezzo, quest’ultimo ha preso fuoco. I pompieri giunti sul posto hanno spiegato che è stato probabilmente lo scoppio di uno pneumatico a causare l’incendio che in pochi istanti ha avvolto l’intero mezzo.

L’autobus in fiamme a bambini in salvo: parla l’autista “eroe”

In queste ore l’Ansa ha diffuso le dichiarazioni dell’autista che ha salvato i bambini dall’incendio dell’autobus. Il gruppo era diretto a un campo estivo, dove ad attenderlo c’erano già altri ragazzi. “Stavamo portando dei ragazzi a Livigno– ha spiegato- in galleria circa a 4 km da Belluno si è sentito un grande boato nel lato sinistro posteriore del pullman”. L’autista ha raccontato di aver pensato allo scoppio di una gomma, ma di essere riuscito a proseguire il tragitto alla guida del mezzo “senza problemi”.

Mi sono accostato al margine destro perché comunque stavo viaggiando su una superstrada, ho cercato una piazzola e mi sono fermato” ha continuato. Una volta sceso dall’autobus, l’autista ha visto la ruota sgonfia e dopo pochi istanti è apparso anche del fumo, non del fuoco.

Dal momento che avevamo su dei ragazzi– ha spiegato-abbiamo pensato con il coordinatore che gestisce i ragazzi dell’oratorio di farli scendere e li abbiamo fatti uscire dalla galleria, perchè la galleria finiva 250/300 metri dopo”. Nonostante i pochi metri che lo separavano dell’uscita della galleria, l’autista ha preferito non uscire dalla stessa a bordo del mezzo, per evitare incidenti.

L’autista dell’autobus spegne l’incendio: il racconto

Messi in salvo i bambini, l’autista si sarebbe trovato di fronte a un secondo problema: evitare che le fiamme che iniziavano a uscire dal pullman divampassero coinvolgendo anche le altre macchine in transito. “Ho detto ‘il fumo, il fuoco, magari fa sbandare qualche macchina e crea qualche incidente’” ha affermato ricordando la preoccupazione del momento.

Dopo aver cercato di spegnere l’incendio utilizzando ben 3 estintori, l’autista si è reso conto della gravità della situazione, decidendo di uscire a sua volta dalla galleria.

Uscito dal tunnel, l’autista si è poi unito al gruppo dei ragazzi, messi in sicurezza aldilà del guard rail, lontano dalle macchine. Erano in sicurezza e io ho cercato di spegnere il fuoco ma non ce l’ho fatta” ha ammesso con un po’ di dispiacere.

L’autista dopo il salvataggio dei bambini: “Non mi definisco eroe”

Come raccontato dall’autista, 7 bambini sono stati trasportati in ospedale per accertamenti dopo aver inalato il fumo dell’incendio, ma nessuno di loro è rimasto ferito. Mi sono preoccupato dei ragazzini per chiedere come stavano- ha ricordato l’uomo- è vero qualcuno era un po’ spaventato.

Sorridendo per il pericolo scampato, l’autista ha poi rivelato che molti di loro si sono detti preoccupati per gli abiti, rimasti nel bus all’interno delle valigie.

Cosa pensa quando la chiamano eroe?” gli ha domandato infine la giornalista dell’Ansa. “No, non mi definisco questo!” ha risposto lui sicuro. Non mi definisco eroe, non lo sono stato, abbiamo fatto la procedura di sicurezza” ha ribadito .

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