polemica per il giro in bus scoperto della nazionale dopo euro 2020

La vittoria dell’Italia agli Europei diventa un caso politico. Non in Inghilterra né strettamente legato alla partita di Wembley vinta ai calci di rigore, ma per quanto successo per le strade di Roma dopo l’incontro con il Presidente Mattarella. Il bus scoperto coi giocatori ha sfilato per la città, attirando naturalmente una folla incredibile e in contrasto con ogni forma di distanziamento ancora in vigore. La Prefettura e la FIGC si rimbalzano le accuse.

Giro in bus della nazionale, il prefetto nega di aver dato il permesso

Ad accendere la miccia sono state le parole del prefetto Matteo Piantedosi al Corriere della Sera.

Le dichiarazioni sono arrivate dopo le immagini della folla in festa per il passaggio del bus scoperto della Nazionale, rientrata da Londra dopo la vittoria a Euro 2020. Il prefetto ha dichiarato di aver parlato con il Ministro dell’Interno Lamorgese e con il capo della Polizia Giannini, e di aver concordato con entrambi che la sfilata non poteva essere autorizzata: “Dovevamo gestire il passaggio dal Quirinale a Palazzo Chigi cercando di conciliarlo con le esigenze di sicurezza legate alla pandemia e dunque evitare in ogni modo assembramenti“. E quindi: “Avevamo negato il permesso di festeggiare in quel modo, ma i patti non sono stati rispettati“.

Missione decisamente fallita. Piantedosi ha poi aggiunto che la FIGC gli avrebbe dato garanzia che ci sarebbe stato solo un autobus coperto e non quello utilizzato per la festa. La parte delle sue dichiarazioni che sta sollevando enormi polemiche è legata a due giocatori della Nazionale, Chiellini e Bonucci: “Hanno rappresentato con determinazione il loro intendimento al personale in servizio d’ordine; a quel punto non si è potuto far altro che prendere atto della situazione e gestirla nel miglior modo possibile“.

Nazionale in giro per Roma, Bonucci: “Abbiamo vinto la trattativa

Viene da chiedersi come sia possibile che la “determinazione” dei due calciatori possa aver avuto la meglio sul prefetto della Capitale e il Ministro dell’Interno. Nelle scorse ore avevano suscitato clamore anche le parole dello stesso difensore autore del gol del pareggio nella finale, Leonardo Bonucci. Ai microfoni tv, aveva detto: “Abbiamo vinto la trattativa come squadra perché era giusto dedicare dieci minuti di strada ai tifosi“. Il calciatore ha però negato di aver scelto il percorso del bus.

Le immagini della Nazionale in giro per le strade di Roma

La FIGC risponde alle accuse del prefetto: “Richiesta condivisa”

Non si sono fatte attendere le parole del Presidente della FIGC Gravina, che tramite un comunicato si è smarcato dalle accuse rivolte dal prefetto.

Non è nostra intenzione alimentare ulteriori polemiche, perché non vogliamo trasformare un momento di gioia nazionale in un argomento di divisione” ha esordito. Poi, ha specificato che la Federazione aveva avanzato richiesta nei giorni precedenti la finale per i festeggiamenti in caso di vittoria, sempre negata. La Nazionale sarebbe infatti dovuta rientrare direttamente a Coverciano, ma il rientro su Roma “è stato previsto solo dopo aver ricevuto i graditi inviti da parte del Capo dello Stato e del Presidente del Consiglio dei Ministri”.

Dopo la cerimonia al Quirinale, è stata reiterata l’istanza per il bus scoperto, che era stato “preparato preventivamente per ogni evenienza, al fine di condividere l’immensa felicità per un successo sportivo“. La folla accorsa per acclamare l’Italia vincitrice di Euro 2020 avrebbe a quel punto reso necessario gestire la situazione in maniera diversa: “Reiteravamo ancora la richiesta, a questo punto condivisa dalle istituzioni, per un breve tragitto con il bus scoperto, anche nell’ottica di tutela dell’incolumità dei calciatori e per non deludere le migliaia di persone che si erano già riversate nel centro della Capitale“.