Cronaca dal Mondo

Patrick Zaki, la nuova lettera dal carcere svela la sua preoccupazione: “La situazione peggiora”

Patrick Zaki non vede l'ora di tornare a studiare in Italia, ma con il processo all'orizzonte le sue speranze si affievoliscono
Patrick Zaki, chi è e perché è in carcere da più di un anno

Patrick Zaki è ancora in carcere, come stabilito dall’ultima udienza tenutasi lo scorso 14 luglio. Per lo studente dell’università di Bologna di origini egiziane la situazione si sta facendo sempre più pesante e lo stesso Zaki comincia a pensare che quella libertà tanto sognata non arriverà presto.

La nuova lettera di Zaki dal carcere

Sulla pagina Facebook Patrick Libero è stata resa nota l’ultima lettera che Zaki ha scritto dal carcere. Nonostante cerchi di mostrarsi combattivo, la fiducia per una pronta scarcerazione si sta affievolendo.

Il desiderio di Zaki è quello di tornare a studiare in Italia:Combatterò finché non tornerò a studiare a Bologna” come ha scritto lui di suo pugno in italiano.

 Zaki ha affidato la lettera alla famiglia che era andata a trovarlo: “(…)Spero che tu sia in buona salute e in pace. È passato molto tempo dall’ultima volta che ci siamo incontrati, è stato solo per pochi minuti, ma mi rende sempre felice e mi dà la voglia di andare avanti con maggiore determinazione” inizia così la lettera di Patrick Zaki.

La situazione di Zaki peggiora giorno per giorno

Nella lettera destinata ad una persona a lui vicina (il nome è stato omesso), Zaki continua: “So che nei nostri sogni più sfrenati non avremmo mai potuto immaginare questo scenario, e da quando sono partito per Bologna abbiamo fatto così tanti progetti, il primo dei quali è che tu venga a trovarmi lì e giriamo l’Italia insieme.

Mi rende estremamente triste il fatto che non posso vedere questo accadere presto, dato che la mia situazione sta peggiorando di giorno in giorno“.

Zaki ha raccontato che la sua indagini è ripresa e che presto potrebbe esserci un processo vero, ma la notizia non sarebbe rincuorante: “È molto peggio di quanto mi aspettassi.

Dopo un anno e mezzo, non potevo fare a meno di pensare che avrò presto la mia libertà, ma ora è chiaro che non accadrà presto. So che siete stati pazienti e avete sopportato l’insopportabile, mi scuso sinceramente per questo“.

Un saluto a chi è tornato in libertà

Zaki ha poi concluso la sua lettera salutando con cuore e congratulandosi con coloro che nelle ultime settimane sono stati scarcerati, per se stesso però resta preoccupazione: “Non sono affatto ottimista sulla mia situazione. Con molto amore, Patrick“.

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