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Umberto Tozzi contro Orietta Berti, Fedez e Achille Lauro. Affondo senza freni: “Sono ridicoli”

Umberto Tozzi si scaglia contro i colleghi e sferra il colpo: "Ridicoli". Le parole dell'artista su Orietta Berti, Fedez e Achille Lauro
Umberto Tozzi contro Orietta Berti, Fedez e Achille Lauro

Umberto Tozzi contro Orietta Berti, Fedez e Achille Lauro: la notizia ha inondato le cronache, complice l’affondo senza freni dell’artista che, lapidario, sferra un rumoroso “Sono ridicoli“. Le sue parole sui colleghi arrivano nel corso di un’intervista in cui svela tutto quello che pensa, compreso ciò che riguarda il suo ipotetico futuro nel mondo del piccolo schermo e la musica di oggi.

Umberto Tozzi contro Orietta Berti, Fedez e Achille Lauro: “Sono ridicoli

Umberto Tozzi non risparmia una nota ruvida nel corso di una intervista rilasciata a Rolling Stone.

L’artista, nome tra i più noti e affermati della scena italiana, non crede al mix di “vecchio e nuovo” nell’attuale panorama musicale e sferra un colpo destinato a fare rumore.

Sono ridicoli“, dice in risposta a una domanda su cosa pensa di collaborazioni tra “big” e nuovi volti in tormentoni estivi come Mille, brano che ha visto l’inedito trio Orietta Berti, Fedez e Achille Lauro catturare l’attenzione di media e fan nell’estate 2021. Un punto di vista senza filtri che riguarda anche un’altra collega famosa, Ornella Vanoni, impegnata con Colapesce e Dimartino nella canzone Toy Boy.

Umberto Tozzi sulla musica di oggi: “È rumore

Umberto Tozzi non nasconde di non provare emozioni o apprezzamento per le “nuove leve” della scena musicale. Al punto che, dichiara, tra i giovani emergenti gli piacciono solo “i giocatori che ha convocato Roberto Mancini nella Nazionale“.

E non nasconde nemmeno quello che pensa sulla galassia della musica attuale, di cui fa un crudo ritratto rifiutando l’ipotesi di vestire i panni di direttore artistico a Sanremo: “Secondo me è ridicola (…). Non emoziona. Fa rumore, è rumore.

Sono nato in un’epoca diversa: qualsiasi roba uscisse, dagli Yes ai Deep Purple erano tutte cose che avevano senso, che emozionavano. Oggi non sento neanche più le radio“. Il Festival, a suo dire, “è una cosa per i ragazzi” dove a trionfare è solo lo show televisivo e non la vera musica.

A Rolling Stone, Tozzi smentisce l’orizzonte di un futuro come giudice in un talent: “No, mai. Non mi permetto di stare lì con una paletta. Quelle sono cose che si fanno per soldi. Uno che ha fatto il mio mestiere, non può giudicare un altro artista. Un giovane va solo premiato per il coraggio di affrontare una carriera terrificante.

I giudici sono cose che possono fare Mara Maionchi e Gerry Scotti. Ma io cosa vado a giudicare?“.

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