Cronaca Italia

Gino Strada è morto: il fondatore di Emergency aveva 73 anni. Aveva problemi di cuore

È morto Gino Strada. La notizia è di questi ultimi minuti e sono ancora poche le informazioni. Il medico soffriva di problemi al cuore
gino strada

È notizia improvvisa di questi ultimi minuti la morte di Gino Strada, il medico aveva 73 anni. Il filantropo era il fondatore di Emergency e sembra che soffrisse di problemi di cuore. Era nato a Sesto San Giovanni, si diploma al Liceo classico Carducci, per poi conseguire la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale di Milano nel 1978. Successivamente si specializza in Chirurgia d’Urgenza.

È morto Gino Strada

Annunciamo con profonda tristezza la scomparsa di Gino Strada, il fondatore di Emergency, che ci ha lasciato all’età di 73 anni.

Non dimenticheremo mai il grande contributo delle sue iniziative umanitarie nel mondo“, scrive in questi minuti il profilo ufficiale della trasmissione Che tempo che fa, di Rai 3 condotta da Fabio Fazio. Sono molto poche le informazioni che trapelano in questi primi minuti.

Il lavoro come chirurgo di guerra

Prima la pratica nel trapianto di cuore, poi la chirurgia traumatologica e la cura delle vittime di guerra. Va a lavorare negli Stati Uniti dove si specializza in chirurgia cardiopolmonare. Dal 1989-1994 lavora con il Comitato internazionale della Croce Rossa in varie zone di conflitto: Pakistan, Etiopia, Perù, Afghanistan, Somalia e Bosnia ed Erzegovina.

Da questa esperienza, insieme a un gruppo di colleghi, nasce l’esigenza di fondare Emergency, l’associazione umanitaria internazionale, ormai nota in tutto il mondo, per la riabilitazione delle vittime della guerra e delle mine antiuomo.

Ultimamente si era parlato molto di lui vista la pandemia in corso e la situazione della sanità in Italia, messa a dura prova dal Covid-19. Sul sito della Ong si leggeva un anno fa: “Abbiamo messo a disposizione delle autorità sanitarie le competenze di gestione dei malati in caso di epidemie, maturate in Sierra Leone nel 2014 e 2015 durante l’epidemia di Ebola.

 Abbiamo attivato diversi progetti: a Milano, a Bergamo e a Brescia. Stiamo tenendo i contatti anche con le autorità di alcune altre regioni per capire le necessità di altri interventi”.

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