Cronaca dal Mondo

I talebani sono a Kabul. In Afghanistan comincia il negoziato e le operazioni di evacuazione degli italiani

I talebani sono a Kabul. Intanto sono in corso le operazioni per il rientro in Italia del personale dell'ambasciata a Kabul e dei connazionali che ancora si trovano in Afghanistan
kabul

I talebani sono entrati a Kabul. La situazione era fuori controllo in Afghanistan già da tempo e ieri i talebani sono arrivati alle porte di Kabul, da dove fuggono i diplomatici mentre anche l’Italia ha iniziato le procedure per il rimpatrio del personale dell’ambasciata perché l’unico modo per lasciare il Paese è tramite l’aeroporto della capitale. I talebani questa mattina hanno conquistato la città di Jalalabad, e tra le grandi città dell’Afghanistan manca solo la capitale Kabul.

I talebani entrano a Kabul

Stando a quanto viene riportato nella capitale afghana si sentono spari e sarebbero in corso alcuni combattimenti.

Questa mattina i talebani hanno diffuso un comunicato specificando di non voler prendere la città con la forza.

Intanto i negoziatori talebani sarebbero in direzione del palazzo presidenziale di Kabul per negoziare un trasferimento pacifico dei poteri, riferisce una fonte afghana all’Associated Press. Il presidente afghano Ashraf Ghani stare parlando con i rappresentanti della Nato per una consultazione di emergenza, riferisce la BBC.

L’Italia rimpatria i cittadini da Kabul

Nella giornata di ieri sono cominciate tutte le procedure per il rimpatrio degli italiani a Kabul.

Il ministro Luigi Di Maio aveva spiegato: “Alla Farnesina stiamo monitorando la situazione 24 ore al giorno, in stretta sinergia con la nostra ambasciata a Kabul, con i ministeri della Difesa e dell’Interno e con la nostra intelligence. La priorità è mettere in sicurezza i nostri connazionali“, ha dichiarato il ministro degli Esteri al Il Corriere della Sera.

Di Maio ha comunque sottolineato che l’Afganistan “non sarà abbandonato. Vent’anni di presenza internazionale e di cooperazione con le autorità afghane hanno restituito agli afghani tutele e diritti, a partire da donne e bambini.

Adesso dovremo lavorare con tutte le forze affinché i talebani diano le dovute garanzie sul rispetto dei diritti acquisiti“.

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